Sp6: «L’analisi di Veneto Strade chiarirà i costi. Poi la decisione»

Tutto rimandato, o quasi. Veneto Strade non ha ancora reso noto il risultato dell’analisi preliminare dei costi per la realizzazione del prolungamento della SP6 fino alla Tangenziale Est di Verona con una nuova bretella di 2,5 km che correrebbe lungo il Progno Pantena o dell’eventuale riqualificazione dell’attuale via Valpantena.

«È questione di una decina di giorni e Veneto Strade si pronuncerà sul dettaglio dei costi delle due ipotesi» ha assicurato l’assessore provinciale Carla De Beni, intervenuta stamane alla conferenza stampa organizzata presso Mangimi Veronesi da Innoval, Apindustria Verona, CDO Veneto e Comitato per la viabilità della Valpantena «Soltanto allora avremo elementi concreti per affrontare seriamente e con coscienza una scelta importante che si trascina da molti anni. Sono stata eletta alla fine di aprile scorso e da subito mi è stata sottoposta la questione SP6, constatando immediatamente che si sono spese tante parole senza avere una minima idea dell’aspetto cardine e fondamentale, ovvero l’aspetto finanziario. Come possiamo pronunciarci su una scelta, piuttosto che su un’altra, senza conoscere la sostenibilità economica e ambientale dell’infrastruttura? Con i dati in mano ci sarà una prima valutazione in Provincia, ci confronteremo con il Comune di Verona e prenderemo una decisione che accontenti nel limite del possibile tutti quanti».

«Ad oggi nel cassetto ci sono 6,5 milioni di Euro già stanziati a bilancio sul Piano triennale 2009-2011 della Regione Veneto e immediatamente disponibili» ha proseguito l’assessore De Beni «Altri 6,5 proverrebbero dalla CAV (Concessioni Autostradali Spa) come quota parte dei proventi del passante di Mestre. Si tratta di un finanziamento futuro e non ancora tangibile. Altri 2,75 milioni sono stati inseriti nel nuovo piano triennale regionale 2010-2012, deliberati in giunta, ma non ancora approvati in consiglio. È chiaro a questo punto che se Veneto Strade ci dirà che i costi sono quelli previsti, ovvero 15, 16, o 17 milioni di Euro l’opera si può fare, se la cifra fosse più alta diventerebbe difficile trovare una soluzione perché è un momento davvero drammatico per le casse degli enti pubblici. Sarebbe sciocco, in ogni caso, avere dei soldi stanziati e non utilizzarli».

«Se ad oggi non si conoscono ancora i costi delle due ipotesi di soluzione al traffico della Valpantena, la colpa è da imputare a Veneto Strade che non ha mai voluto prendere in mano seriamente il progetto» ha aggiunto l’assessore comunale Enrico Corsi «Noi in un anno abbiamo presentato lo studio sul Traforo, Veneto Strade in quattro anni non ci ha mai dato una risposta sulla questione SP6. In tre mesi si riesce a presentare un progetto preliminare. Come mai non abbiamo ricevuto ancora nulla nonostante le tante richieste e insistenze? Il mio dubbio è che ci siano delle logiche politiche contrarie alla realizzazione di questa importante infrastruttura».

Compatti nel ribadire l’assoluta improrogabilità dell’opera i rappresentanti di Apindustria Verona, della Compagnia delle Opere del Veneto, i sindaci della Lessinia, gli imprenditori: «Le aziende della Valpantena hanno bisogno di una nuova strada per ritrovare competitività» ha sottolineato Arturo Alberti, presidente di Api «Il mondo corre veloce, noi non ce ne accorgiamo e rimaniamo fermi, passivi. È ora di prendere una decisione seria o la valle ne risentirà in modo drammatico».

«Negli anni ’50 è stata costruita la Stallavena – Bosco, negli anni ’70- ’80 l’attuale SP6, nei primi anni duemila la tangenziale est, speriamo di non dover aspettare altri 20 anni per capire che la nuova bretella è l’unica soluzione auspicabile per dare nuovo impulso alla Valpantena e alla Lessinia» ha proseguito Claudio Melotti, presidente della Comunità Montana della Lessinia « Le forze politiche facciano squadra per portare a casa l’opera».

«Come abbiamo ripetuto più volta la Valpantena è una valle chiusa, un imbuto che va sostenuta con una viabilità adeguata» ha sottolineato Mauro Bellamoli, sindaco di Grezzana «E non a vantaggio soltanto delle ditte di marmo come spesso si vuol far credere, ma per tutti i cittadini, i lavoratori, le famiglie di questo territorio. Serve un’opera valida per tutti ed è questo il momento non più prorogabile per metterci insieme e raggiungere l’obiettivo».

Presenta alla conferenza anche Franco De Santi, vicesindaco del Comune di San Martino Buon Albergo che ha ribadito l’importanza strategica di un eventuale prolungamento della SP6 per i rapporti commerciali tra la Valpantena e l’est veronese, ricordando come la tangenziale est abbia salvato molte delle aziende del sanmartinese che senza questa opera realizzata nei primi anni duemila, si troverebbero senza dubbio in difficoltà. Sempre De Santi ha sollevato una questione interessante: perché non inserire il prolungamento della SP6 in variante all’interno del progetto Traforo, considerandola una sua estensione strategica?
L’assessore Corsi ha preso ha risposto dicendo che sarebbe meglio realizzare la nuova strada con soldi pubblici e non con il project financing, come nel caso del Traforo, perché il privato si aspetta comunque un ritorno dell’investimento.

In chiusura di mattinata Germano Zanini, presidente di Innoval ha fissato un nuovo incontro sul tema fra quattro settimane per vedere pubblicamente lo studio di Veneto Strade.

In allegato un video che mostra la viabilità bloccata a seguito di un piccolo cantiere. Immagini registrate il 28 gennaio. Riprese e montaggio Walter Mazo.

Matteo Scolari