«PROLUNGAMENTO SP6: NON È UNA QUESTIONE DI SOLDI, MA DI VOLONTÀ»

<italic>L’assessore regionale Giancarlo Conta punta il dito contro Provincia e Comune di Verona, colpevoli, a suo dire, di aver fatto un passo indietro nei confronti del ‘Prolungamento SP6’, preferendo una riqualificazione di Via Valpantena. Enrico Corsi risponde: «Stiamo studiando una soluzione alternativa, ma se ci saranno i 16 milioni saremo i primi ad aprire i cantieri della nuova bretella. </italic>

Conferenza stampa molto accesa, dai toni vivaci quella che si è tenuta stamane nella sala riunioni del Gruppo Veronesi, a Quinto di Valpantena. A contendersi meriti e soprattutto a rifilare demeriti di un’opera che, di fatto, risulta a tutt’oggi ancora ferma ‘al palo’ dopo anni di dibattiti e di promesse, l’assessore regionale all’Ambiente Giancarlo Conta e l’assessore ai Trasporti e alla Viabilità del Comune di Verona Enrico Corsi.

Al centro del contenzioso politico, il ‘Prolungamento della Strada Provinciale 6’ da Quinto fino alla tangenziale Est di Verona, con la realizzazione di una nuova bretella in variante lungo l’argine sinistro del progno Pantena. Un tratto di strada di 2,5 km che i sindaci della Lessinia e i rappresentanti degli imprenditori e di migliaia di cittadini chiedono a gran voce da parecchi anni per dare ossigeno alle aziende del territorio, per agevolare gli spostamenti delle famiglie e dei lavoratori e per favorire il turismo in Lessinia.

«È dal 2005 che ritorno puntualmente in Valpantena per affrontare il tema SP6» ha esordito Giancarlo Conta «e sinceramente vorrei che si trovasse una soluzione definitiva che è quella che anche la Regione Veneto auspica e per la quale è disposta a erogare i finanziamenti, ovvero per la nuova bretella di 2,5 Km lungo il Progno e non per la riqualificazione dell’attuale via Valpantena».

«Nel Piano triennale 2009-2011 delle opere regionali, il 4 marzo 2009 abbiamo finanziato per 6,5 milioni di Euro il primo stralcio della nuova infrastruttura fiduciosi di un’intenzione condivisa di Provincia e di Comune di Verona di proseguire con l’iter progettuale e la conseguente apertura dei cantieri. Così non è stato, ed è questo il motivo per il quale ci troviamo ancora con un nulla di fatto. Nelle opere urgenti segnalateci dalla Provincia non vi è traccia del prolungamento, ma si parla piuttosto di una riqualificazione di via Valpantena. Lo stesso Comune di Verona negli ultimi mesi parla di ‘progetto alternativo’. A questo punto, la volontà della Regione di costruire la nuova infrastruttura c’è. È così anche per gli enti veronesi?»

«È necessario decidere se tutti quanti vogliono la medesima cosa. Di certo ci sono i finanziamenti necessari a completare il budget richiesto di 16 milioni, ma verranno impiegati solo ed esclusivamente per il prolungamento.
Se si scegliessero altre ipotesi la Regione ritirerà i 6,5 milioni già stanziati e li impiegherà in diverso modo. Per uscire da questo empasse io chiedo che sindaco di Verona e presidente della Provincia dichiarino la loro volontà su carta scritta già la settimana prossima e facciano pervenire in Regione le loro decisioni. Se queste coincideranno con le nostre, il 29 dicembre il collega assessore Renato Chisso inserirà nel Piano regionale la voce di finanziamento per il secondo e definitivo stralcio. La leggenda metropolitana che i soldi per questa opera fondamentale per la Valpantena e per la Lessinia non ci siano è una clamorosa bugia. Bisogna vedere, piuttosto, se c’è qualcuno che sta remando contro.»

«Sono andato personalmente da Renato Chisso sei volte» ha replicato l’assessore Enrico Corsi «e ho chiesto uno studio per un progetto esecutivo dell’opera a Veneto Strade già mesi fa. Questo per dimostrare come ci sia il pieno interesse da parte mia e dell’amministrazione comunale per trovare una soluzione ai problemi viabilistici della Valpantena. Purtroppo da Veneto Strade ho sempre ricevuto un rinvio di data di consegna perché dichiarano di essere troppo indaffarati. Avrebbero dovuto darci una risposta a luglio 2009, poi a settembre, poi al 15 ottobre…»

«Questo continuo slittamento e con solo i 6,5 milioni certi» ha proseguito Corsi « abbiamo iniziato a ipotizzare soluzioni alternative che ancora in fase di studio. Ci sembra lecito. Questo non vuol dire che non vogliamo il prolungamento in variante. Se il 29 dicembre i soldi ci fossero sarei il primo a proporre una piena esecuzione del progetto. Ecco perché già da lunedì chiederò al sindaco Flavio Tosi e al presidente Miozzi di mettere per iscritto le intenzioni sulla questione e formalizzare così un accordo condiviso.»

«A noi interessa poco quello che emerge dalle diatribe di carattere personale» ha affermato il primo cittadino di Grezzana, Mauro Bellamoli, in rappresentanza dei sindaci della Lessinia «Il punto è che dopo anni di petizioni nei vari consigli comunali, con unanimità palesemente favorevoli alla realizzazione dell’opera, siamo ancora qui, oggi, con un nulla di fatto. Questo non è più tollerabile, anche perché ci sentiamo presi in giro. Pretendiamo più rispetto e non ci arrenderemo finché non vedremo un risultato concreto».

«Il problema di fondo che non si può nascondere è che in Provincia si stanno studiando progetti alternativi al prolungamento» ha spiegato Claudio Melotti, neo presidente della Comunità Montana «quindi bisognerebbe davvero capire quali siano le vere intenzioni delle parti per trovare una rapida soluzione nell’interesse di tutti.».

«Non siamo qui per assistere a una campagna preelettorale» ha concluso Germano Zanini presidente di Innoval, che insieme ad Apindustria e a Compagnia delle Opere si è fatta promotrice della conferenza «non possiamo più tollerare rinvii e false promesse. La questione del prolungamento della SP6 è di vitale importanza per la nostra vallata. Questo deve essere chiaro. E le varie forze politiche devono prenderne atto. A metà gennaio convocheremo una nuova conferenza stampa per vedere se effettivamente Regione, Provincia e Comune di Verona avranno raggiunto un’unione d’intenti. Se non sarà così passeremo ai fatti scendendo in piazza con manifestazioni di protesta e blocchi stradali».

La Redazione