Intitolato a Franco Donatoni un parco in B.go Venezia

Si è svolta ieri pomeriggio la cerimonia di intitolazione del parco giochi tra via Verdi e via Ponchielli, nel quartiere musicisti, a Franco Donatoni, compositore e docente veronese.

Presenti all’inaugurazione della targa l’assessore ai Servizi demografici del Comune di Verona Marco Giorlo, il consigliere della 6ª Circoscrizione Paolo Meloni, il figlio Renato Donatoni e il proponente dell’intitolazione Nello Bertellini, amico del compositore.

“Ci sembrava doveroso ricordare una persona che ha lasciato il segno a Verona – ha detto Giorlo – un grande musicista conosciuto e stimato anche all’estero. L’Amministrazione comunale nelle ultime settimane ha fatto posare ben quattro targhe, nelle aree verdi ancora senza un nome, al fine di ricordare e far conoscere questi grandi concittadini”.

Franco Donatoni (Verona, 9 giugno 1927 – Milano, 17 agosto 2000) iniziò gli studi musicali all’età di 7 anni, frequentando poi il Liceo Musicale di Verona, il Conservatorio "G.Verdi" di Milano e il Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna. Si perfezionò all’Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma. Iniziò le sue esperienze didattiche come docente fin dal 1953, nei conservatori di Bologna, Torino e Milano, mentre in seguito fu titolare della Cattedra di perfezionamento di composizione nelle Accademie nazionali di Roma, Siena e Pescara. Fu docente al DAMS della Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, e tenne seminari in Europa, America e Australia.

Tra i numerosi riconoscimenti che Donatoni ricevette nel corso della sua vita, si ricordano il premio SIMC (Società Internazionale per la Musica Contemporanea) attribuito per la composizione Puppenspiel nel 1961, il Premio Marzotto attribuitogli nel 1966 per il brano "Puppenspiel II", il Koussevitzky Award nel 1968, per la composizione Orts, il premio Janni Psacaropulo della critica musicale torinese per il brano Spiri nel 1979. Inoltre, nel 1985 venne nominato "Commandeur dans L’Ordre des Arts et des Lettres" dal Ministro della Cultura francese.

La Redazione