Ex Arsenale: "non si svende nulla"

VERONA– Il vicesindaco Vito Giacino replica al nuovo Comitato che chiede di mantenere in mano pubblica l’ex caserma :“Premesso che la proposta di project financing per la riqualificazione dell’ex Arsenale è in fase di valutazione sotto il profilo tecnico, giuridico e finanziario, e quindi sia parlare di “svendita”, che anticipare irrealistiche cifre al metro quadro, in questa fase è del tutto prematuro, vorrei ricordare che questa Amministrazione è la prima, dopo vent’anni, che sta lavorando ad un progetto serio per restituire il compendio austriaco ai veronesi, con un quadro economico realizzabile, con tempi certi e con risorse pubbliche a disposizione”.

“Ipotizzare, come fa il Comitato, che 12 milioni di euro possano bastare per progetti, messa in sicurezza e sistemazione di un manufatto, pesantemente degradato come l’ex Arsenale, è assolutamente irrealistico –continua Giacino– com’è irrealistica la cifra di 813 euro il metro quadro che, sempre secondo il Comitato, sarebbe il prezzo di “svendita” dell’area: prima di tutto, la proprietà dell’Arsenale resta comunale, quindi non si vende o non si svende nulla; inoltre, la proposta attuale dei privati prevede il godimento in diritto di superficie per 99 anni di 12 mila metri quadri, il che equivale ad un valore teorico (e non certo tecnico, che verrà deciso dalla gara pubblica) di 3 mila euro il metro quadro”.

“In definitiva, se vogliamo riqualificare l’Arsenale e restituirlo alla fruizione dei cittadini veronesi e dei turisti –conclude il vicesindaco Giacino– l’unica strada percorribile è quella del project financing su cui sta riflettendo l’Amministrazione comunale: abbattimento degli edifici non asburgici, sistemazione e recupero di ulteriore verde, concessione ai privati in diritto di superficie per un numero di anni pari o inferiore a 99 anni, a seconda delle risultanze della gara, di una parte del compendio (la corte centrale e la parte ovest) da utilizzare per attività e servizi commerciali di uso pubblico, un quadro finanziario asseverato da un istituto di credito, soldi pubblici “veri” a disposizione, tempi certi –tre anni e mezzo– per la realizzazione dell’opera. Pensare a soluzioni diverse, come hanno fatto le precedenti Amministrazioni, con progetti che arrivavano a 90 milioni di euro, senza alcun finanziamento certo, o ipotizzare che l’Arsenale possa essere riqualificato investendo esclusivamente i 12 milioni di euro di cui dispone il Comune, insufficienti anche per la sola messa in sicurezza, mi paiono, francamente, strade non praticabili. Ricordo infine che la proposta di progetto prevede la realizzazione, nella parte est, di un centro giovanile, un centro anziani, una scuola materna con nido integrato e spazi per le attività delle associazioni e del quartiere”.

La Redazione