Zaia: «Dobbiamo essere pronti alla Fase 3 in autunno»

Il governatore del Veneto ha aggiornato il numero dei contagi e delle terapie intensive, ma ha anche parlato della cosiddetta Fase 3 di riacutizzazione dei contagi, che probabilmente comincerà in autunno. Sul capitolo lockdown: «Si potrebbe iniziare a fare un progetto di apertura da adesso».

Calano i numeri della terapia intensiva in Veneto, ma non bisogna abbassare la guardia. È quanto è emerso nel corso della conferenza stampa del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, di stamattina.

Dopo aver aggiornato i numeri dei contagi e dei dimessi, Zaia ha parlato delle terapia intensiva: «Per la prima volta il numero di pazienti ricoverati per covid è inferiore a quello dei pazienti ricoverati per altre patologie. Fino alla settimana scorsa era un miraggio. Ad oggi sono 190 i ricoverati per coronavirus e 196 quelli che presentano altre problematiche».

Per quanto riguarda la chiusura e trasformazione di alcuni ospedali veneti in ospedali covid, invece, Zaia ha commentato: «Ci avevano detto che eravamo pazzi a chiudere così tanti ospedali, ma oggi sono 9.532 i pazienti non covid ricoverati in Veneto. Abbiamo garantito a 9.532 persone le cure senza incasinare la sanità veneta».

Nonostante i numeri incoraggianti, però, il governatore è stato chiaro: «Come ho detto più volte nel corso di queste settimane, e come sottolineato ieri sera dal professor Ricciardi, rappresentante italiano dell’Oms, il ritorno del coronavirus in autunno è realtà. Dobbiamo essere pronti ad essere molto più performanti di adesso. Adesso c’è una fase limbo, di convivenza, poi ci sarà una fase tre per riprepararsi alla nuova fase acuta. La partita è quella di avere una macchina da guerra sul fronte dei tamponi».

E sul capitolo lockdown: «Si potrebbe provare a riaprire prima pian piano. Stanno uscendo bozze dei scienziati con raccomandazioni per tutti i comparti».