Veganesimo e vegetarianesimo: sfatiamo alcuni miti

Nonostante le buone intenzioni che li animano e le percentuali in continua crescita, i vegetariani e i vegani continuano a essere visti come esemplari “esotici” da gran parte della nostra società e non mancano gli allarmismi di una parte di mondo accademico nei confronti di queste diete, considerate insufficienti a garantire la salute. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto al dottor Giorgio Fabbro, veronese, biologo molecolare e nutrizionista, esperto di alimentazione vegetariana e vegana.

Il dott. Giorgio Fabbro, biologo molecolare, è specializzato in Alimentazione e Dietetica Vegetariana. Una scelta non casuale, la sua. «Durante il mio percorso formativo pre Esame di Stato, nel 2012, ho preso la decisione di provare su me stesso uno stile di vita alimentare senza proteine animali». Vegano da un giorno all’altro, quindi. «Ho notato che chi sceglie il vegetarianesimo rispetto al veganesimo lo fa spesso per motivi “logistici”, non potendo seguire un regime strettamente “cruelty-free” fuori casa. In alcuni casi invece si tratta di onnivori che decidono di “sfumare” le loro vecchie abitudini transitando per l’ambito vegetariano prima di un passaggio a completo vegetale. Dal punto di vista nutrizionale e salutistico la scelta migliore credo sia quella “vegan”, nonostante le apparenti limitazioni: una dieta varia e bilanciata totalmente vegetale e integrale ha dimostrato in moltissimi studi azioni preventive/stabilizzatrici/risolutive di svariate malattie moderne, quali dislipidemie (colesterolo e trigliceridi), sindrome metabolica, diabete e patologie cardiovascolari. Grazie alla presenza massiccia di fibre, antiossidanti, fito nutrienti, vitamine, sali minerali, etc., la scelta vegetale diventa la candidata migliore per uno stile alimentare sano ed equilibrato. Ma attenzione: è sempre meglio informarsi o rivolgersi a un professionista del settore per evitare qualsiasi tipo di carenza o limitazione, anche calorica, rispetto al proprio fabbisogno energetico ideale».

La critica principalmente mossa a questi regimi alimentari è di non essere correttamente bilanciati e di portare a squilibri che possono essere gravi. Si ritiene che le proteine animali non siano sostituibili in alcun modo e che la salute, in assenza di queste, ne risenta. È effettivamente così?

No, assolutamente. Spesso ci dimentichiamo che invece di parlare di proteine dovremmo nominare i loro costituenti, cioè gli aminoacidi. Il nostro organismo necessita di alcuni di essi, definiti “essenziali”. La dieta vegetale, varia e bilanciata, soddisfa senza alcun problema qualsiasi esigenza, dallo svezzamento all’adulto piuttosto che la gestante o lo sportivo. Questo è stato recentemente confermato dalla posizione dell’ADA 2015 (American Dietetic Association), che ha evidenziato tantissimi vantaggi nell’optare per una dieta senza proteine animali. Basta quindi con i “falsi miti”. I protidi vegetali sono presenti in cereali, legumi, frutta secca, frutta, verdura e semi oleaginosi. Consumando quotidianamente tutti questi alimenti non ci sarà alcuna carenza proteica, creando uno spettro aminoacidico completo e soddisfacente per le esigenze organiche individuali. È inoltre adatta a ogni età, anche a quella infantile; l’importante è che sia studiata ad hoc per la fase di crescita che sta vivendo il bambino (come qualsiasi altro regime, onnivoro compreso).

Il vegetariano e il vegano devono monitorare la propria salute attraverso analisi specifiche o non è necessario alcun monitoraggio particolare?

Consiglio solamente il monitoraggio annuale del metabolismo della B12, assieme a omocisteina e folati. Per il resto bastano i classici esami del sangue (metabolismo ferro, emocromo, elettroliti, vit D, colesterolo etc.). Questi ultimi sono suggerimenti che rivolgo anche ai pazienti onnivori. Tutti dovrebbero monitorare i propri parametri ematici regolarmente: la prevenzione parte anche da questo.

Lei segue anche alcuni atleti vegani. Chi critica questo approccio alimentare, spesso immagina il vegetariano e il vegano come delle persone deboli, anemiche, con poco muscolo, perché il muscolo può essere ottenuto solo mangiando carne. È così?

Ecco un altro mito da sfatare, insieme a quello sulle proteine. Come confermato anche dell’ADA, se il regime alimentare vegetale è vario e bilanciato, anche lo sportivo – agonista e non – avrà tutto quello che gli serve per raggiungere i propri obiettivi. In Italia, come all’estero, esistono numerosi atleti vegani nel body building e in altri settori: pensiamo a Carl Lewis, nell’atletica, o a Patrik Baboumian nel sollevamento pesi.

Lei segue un’alimentazione vegana. Com’è cambiata la sua salute con il passaggio da una dieta onnivora a una vegana?

Mi chiedo sempre perché non ho iniziato prima, ma sono altrettanto convinto che le cose capitino nel momento in cui siamo maturi per affrontarle. Da subito tanta energia, analisi del sangue migliorate e perdita di grasso (ero un amante dei formaggi); da citare anche una reattività maggiore in caso di malattie di stagione e un senso di pace mai provato prima. Diciamo che ora mi sento molto più in equilibrio e sapere che quello che mangio non ha sofferto mi fa star bene.