Turismo Religioso Verona e le sue degustazioni bibliche

Monsignor Grandis

A poche settimane dall’inizio dell’atteso Festival Biblico abbiamo sentito Monsignor Grandis, per scoprirlo in anteprima.

Sulla città scaligera cala un clima mistico e religioso di grande effetto e le chiese veronesi si preparano per accogliere la quarta edizione del Festival Biblico veronese in scena dal 21 al 24 maggio. Il grande evento, promosso dalla Diocesi veronese, con il sostegno di Banca Popolare di Verona, il contributo di Fondazione Cattolica Assicurazioni, e il patrocinio del Comune di Verona, che prenderà il via ufficialmente con l’inaugurazione di giovedì 21 maggio, ore 20.30, al Teatro Nuovo di Verona, non fa altro che rinforzare il turismo religioso veronese, vantando un ricco programma d’incontri, dibattiti, laboratori, itinerari e degustazioni bibliche.

Ma non è tutto, tante saranno anche le mostre e i momenti di grande musica e teatro sparsi per la città. Tema centrale della kermesse biblica di questa edizione 2015 “Custodire il Creato, coltivare l’Umano” con una serie d’importanti ricorrenze, in attesa di entrare nel vivo degli appuntamenti, come il centenario dell’eccidio del popolo armeno, il settecento cinquantesimo anno dalla nascita del Sommo Poeta, l’Expo 2015, la Settimana della Comunicazione e la Festa di San Zeno. Tanti altri gli eventi che precederanno e seguiranno la tre giorni di Festival, dal percorso tra Animali e Piante della Bibbia, ai colori e sapori del Piatto Biblico. Per capire più da vicino la manifestazione abbiamo intervistato Monsignor Don Giancarlo Grandis, Vicario Episcopale per la cultura, l’università, il sociale.

Il Festival Biblico si arricchisce sempre più di eventi e attività. Tante opportunità per i pellegrini di conoscere la nostra città?

Sì, da qualche anno il Festival Biblico, nato a Vicenza nel 2005, è approdato anche a Verona. In questi anni esso è cresciuto in maniera significativa generando una ricaduta culturale nella nostra comunità coinvolgendo un bacino territoriale sempre più ampio. Da quest’anno, infatti, il Festival è presente, oltre a Vicenza e Verona, anche in altre città – Padova, Rovigo, Trento – divenendo così il Festival della regione Triveneto.In un’epoca di transizione culturale come la nostra, si tratta di portare la Bibbia fuori dal recinto sacro per farla incontrare con gli ambienti dove la persona vive la sua avventura umana, cercando sopravvivenza, ma anche senso di vita. Per i credenti si tratta di accogliere l’invito di papa Francesco di “uscire” verso le periferie esistenziali.

All’indomani della presentazione del Festival, Papa Francesco ha annunciato che dall’8 dicembre al 20 novembre 2016, la cristianità passerà attraverso un Giubileo straordinario. Quali scenari si apriranno per la città?

Il 2015 sta diventando un anno importante sia per la Chiesa universale e quindi anche per la nostra Diocesi. Quest’anno si celebrano tre avvenimenti ecclesiali di grande impatto culturale e sociale. In ottobre ci sarà il Sinodo sulla vocazione e missione della famiglia che cercherà di aggiornare l’azione pastorale della Chiesa affinché essa, la famiglia, possa essere aiutata, in una stagione di forte crisi, a divenire sempre più ciò che è, vale a dire luogo di amore e di vita. In novembre la Chiesa italiana celebrerà il suo V Convegno su un tema assai accattivante per la nostra società sempre più tecnologica e artificiale: “In Gesù Cristo: il nuovo umanesimo”. E quindi il Giubileo straordinario, in cui la Porta santa sarà presentata come Porta della misericordia.

Il turismo religioso prende sempre più piede e il marketing spirituale e culturale apre grandi possibilità. Come si sta organizzando la Chiesa scaligera?

Il pellegrinaggio è l’essenza della concezione cristiana della vita terrena. Essa è “cammino”, il cammino di un popolo che, da errante nel deserto della vita, cammina ora con una speranza nel cuore che da senso al suo pellegrinare. La meta (in termini religiosi: “cieli nuovi e terra nuova”) coincide con la promessa dell’inizio. Dio ci ha posto nell’esistenza con un atto di amore. La meta non è altro che ritornare nell’amore di Dio. Se è vero, come diceva un grande pensatore, che amare è dire a uno “tu non morirai”, allora l’amore di Dio e la fede in lui ci dà la speranza e la certezza che la morte non è l’ultimo atto della vita che ci traghetta nel nulla, ma ci fa passare da una vita all’altra. Per la Chiesa, uscire nelle vie e nelle piazze, è per comunicare all’uomo questa speranza.

Il web è una nuova piazza dalle grandi potenzialità che non può essere ignorata dalla Chiesa. Il Festival biblico ha infatti  un suo sito web che rende visitabile il programma di tutte le manifestazioni di questo evento (www.festivalbiblico.it).