Sulle donne aggredite a Colonia

Prendetevi due minuti per leggere questo articolo, scritto dalla giornalista Lucia Annunziata:  “Sul corpo delle donne no pasaran” e per riflettere su quanto successo a Colonia e in altre città nella notte di Capodanno.

Mentre in Europa tutti, o comunque la maggior parte di noi, eravamo intenti a brindare l’arrivo del nuovo anno si è tristemente consumato un altro 11 settembre, un altro 13 novembre… silenzioso, ma altrettanto spaventoso, un crimine definito di una “dimensione completamente nuova”.  Circa 90 donne sono infatti state aggredite da un migliaio di uomini, apparentemente “di origine araba”, ubriachi.

La maggior parte dei reati denunciati alle forze dell’ordine tedesche erano rapine, ma anche molestie, palpeggiamenti, e almeno uno stupro. Le denunce registrate ad oggi sono almeno 90, ma il numero, fanno sapere le autorità potrebbero aumentare. La polizia stessa non nasconde il forte presentimento che le violenze siano state pianificate, prima di essere compiute, dando cosi conferma che quanto accaduto, altro non sia che un vero e proprio attentato, o se meglio pensate la realizzazione delle minacce lanciate, non meno di tre mesi fa da parte dell’Isis:”…prenderemo le vostre donne”.

La violenza sulle donne non ha e non deve avere bandiera, non ha e non deve avere sesso, perchè essa è una battaglia di civiltà che va combattuta da tutti! In questa folle corsa che è la vita non dimentichiamoci di quanto fatto e quanto ottenuto, non cancelliamo la nostra storia e i diritti che le donne hanno conquistato fino ad oggi, e non parlo certo del fatto che anche noi possiamo fare ciò che fanno gli uomini, noi siamo donne e come tali dobbiamo comportarci ed essere. Parlo però di diritti, di rispetto e valori che nonna si è sudata e mamma guadagnata.

Annuziata parla di “integrare e integrarsi” ma chiede soprattutto regole, definizioni e domande. Proprio per questo non posso che unirmi al suo grido, e per quanto piccola possa essere la mia voce, dico: alziamo la testa da tutto questo opportunismo occidentale e iniziamo a pretendere risposte, regole e tutele perchè un incidente, talvolta, non è da ritenersi un caso isolato ma la goccia che fa traboccare un vaso. Facciamolo per noi donne di oggi che godiamo di questa normalità, facciamolo per le nostre figlie e nipoti ma non solo, lo dobbiamo per tutte quelle donne che scappano dal loro Paese per venire nella terra di coloro che sostengono essere “Stati democratici e civili”.

Il passato non va dimenticato e il futuro va costruito!

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