Rischio allagamenti:accordo con la Protezione Civile

<center>In allegato la mappa di pericolosità idraulica</center>

«Piove sempre di più e sempre più spesso», ha affermato Antonio Tomezzoli, presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, presentando la mappa della pericolosità idraulica ai sindaci del territorio. Sono a rischio allagamento 14.400 ettari nell’area della provincia tra il Lago di Garda a ovest, il fiume Adige a Est e i confini provinciali con Trento, Mantova e Rovigo. Di questi, 4.000 sono a rischio elevato e 9.600 a medio. Ai quali più recentemente si sono aggiunti altri 10mila ettari a rischio allagamento medio e 800 basso. Si parla delle aree abitate nella Valle del Palù, nel comune di Oppeano, nei Comuni di Ronco all’Adige, San Pietro di Morubio, Cerea, Bovolone, Salizzole (frazione di Bionde), la valle tra Isola della scala e Nogara, Trevenzuolo, Castelnuovo, Sant’Ambrogio, Arbizzano, Negrar e Bardolino.

Ora, in alcune zone il Consorzio sta provvedendo a realizzare interventi per laminare, cioè contenere e far defluire le piene dei canali; in altre invece, diversamente, utilizzando le idrovore. Ma sono ancora molti gli interventi da attuare, sebbene calendarizzati. Al momento mancano i fondi pubblici per realizzarli.

È stato comunque sottoscritto un accordo tra il Consorzio di Bonifica Veronese e la Protezione Civile per la gestione delle emergenze idriche sul territorio nei 14mila ettari a rischio allagamento sui 162mila del comprensorio, inclusi i 1000 ettari dell’area compresa tra Dolcè e il confine provinciale con Trento. Gli uomini della Associazione Nazionale Alpini, rappresentati dal presidente provinciale Luciano Bertagnoli, interverranno in affiancamento al personale del Consorzio.

«La collaborazione con gli Alpini», ha spiegato il Direttore Generale del Consorzio, Roberto Bin, «ci sarà utile soprattutto nel caso dovessimo impiegare le idrovore. Abbiamo predisposto delle postazioni fisse nei comuni di Legnago, Villabartolomea e Castagnaro. Scaricano l’acqua in eccesso in Fossa Maestra dai canali vicini. L’idrovora richiede assistenza continua, ventiquattr’ore su ventiquattro, anche di notte. Così facendo si liberano risorse per il monitoraggio di canali e manufatti della rete idraulica, controllo delle quote e gestione delle paratie. Una serie di azioni che consente di far defluire velocemente l’acqua in eccesso».

«Il Consorzio di Bonifica resta uno dei primi partner con cui le aziende agricole si devono confrontare, frutto di collaborazione fattiva delle nostre organizzazioni assieme alla professionalità dei tecnici», hanno affermato i due presidenti delle associazioni di categoria: Claudio Valente per Coldiretti Verona e Paolo Ferrarese per Confagricoltura.

La Redazione