Progetto Steps contro le nuove povertà e servizi alle persone

Si chiama Steps il progetto per l’inclusione sociale e per l’occupazione nato nel 2008 e coordinato <italic>dall’Istituto A. Provolo CSF</italic> con il contributo di enti italiani e stranieri afferenti alla Regione Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Sassonia (Germania) per proporre un modello per gestire efficacemente gli aiuti alle persone e quindi rispondere in modo concreto a tutti i loro bisogni, siano essi di natura sociale o economica. Oggi il fenomeno delle nuove povertà si sta ampliando e le cause sono molteplici; il lavoro, ristrettezze economiche, oneri sociali, ma anche l’aspetto psicologico che gioca a sfavore di coloro che per la prima volta affrontano queste difficoltà. Questi i temi trattati nel convengo che si è svolto a Verona nella sede dell’Istituto Provolo CSF.

Le persone, – afferma Orazio Zenorini direttore del Centro Servizi Formativi A. Provolo,- sentono fortemente il bisogno di essere ascoltate, comprese e aiutate ad uscire da una situazione difficile; per farlo occorre prendersi cura di loro in tutti gli aspetti che le riguardano, attraverso percorsi ad hoc che si concretizzino in risposte specifiche e non generaliste, date in tempi certi e soprattutto senza costi sociali. Presupposto per riuscire è l’integrazione dei servizi e la loro efficiente organizzazione.

Su questi temi si sono confrontati esponenti delle autorità locali, provinciali e regionali, erano presenti Fausto Sachetto, Assessore al lavoro e ai servizi sociali della Provincia di Verona, Luigi Oliveri responsabile dei servizi alla persona e alla comunità della Provincia di Verona, Beniamino Caputo direzione lavoro della Regione Veneto, Miriam Salardi responsabile del servizio di promozione del lavoro del Comune di Verona, Elena Traverso dell’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Verona, Paolo Giavoni dirigente area servizi territoriale dell’ULSS 22 e Marzio Nava, giornalista de Il Sole 24 Ore che ha moderato la tavola rotonda.

Senza dubbio questo incontro dimostra ancora una volta la grande intraprendenza di Verona che su questi temi ha già sperimentato diverse azioni positive come per esempio l’accordo tra la Provincia e Cariverona che nello scorso giugno ha permesso a Lavoro&Società, agenzia sociale veronese, di prendere in carico e aiutare ben 650 persone colpite dalla crisi, a dimostrazione della buona collaborazione instaurata e dell’apertura verso l’integrazione delle politiche e dei servizi da erogare sul territorio.
Attraverso gli interventi dei relatori emerge, nel modello Steps, un orientamento diverso al servizio alla persona, una visione olistica che supera la logica della frammentazione e considera la persona nella sua totalità.
Questo significa superare le classificazioni utilizzate per individuare le fasce deboli, le così dette “categorie ammissibili”, evitando il rischio che il sistema di welfare venga superato dall’evoluzione dei fenomeni reali e si traduca in un sistema ‘discriminatorio’.

Per rispondere efficacemente ai mutamenti in atto, la sfida è sviluppare dispositivi di integrazione tra le istituzioni preposte alla programmazione delle politiche e l’offerta di servizi sul territorio. A questo proposito, una struttura locale di servizi come l’Agenzia Sociale potrebbe garantire una lettura tempestiva della realtà, una visione complessiva della rete di servizi immediatamente attivabili, un’ottimizzazione della gamma di strumenti finanziari disponibili per sostenere iniziative efficaci di risposta ai bisogni di inclusione socio-occupazionale dei cittadini.

Info: Tiziana Origano – Istituto A. Provolo CSF – Cell. 334 6209477

La Redazione