Palestinesi ancora schiacciati dall’occupazione israeliana

Un anno dopo la guerra di cinquantuno giorni a Gaza, centinaia di palestinesi, feriti dagli attacchi israeliani, riempiono le sale d’attesa di Medici Senza Frontiere (MSF).

Moltissimi hanno complicazioni causate dalle ferite di guerra e la maggior dei bambini riporta ustioni causate da impianti di riscaldamento domestico, poiché essi vivono in ambientazioni danneggiate.

Il bilancio delle vittime dell’ultima guerra a Gaza è spaventoso: più di 2.200 persone sono state uccise e i feriti sono stati più di 11.000, di cui 7.000 le donne e i bambini.

Il blocco militare israeliano di Gaza continua a privare l’area di urgenti forniture di prima necessità, come i materiali da costruzione utili a riedificare alcuni dei quartieri ridotti in macerie inoltre le persone vivono in terribili e precarie condizioni e dipendono per la maggior parte da aiuti esterni : la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi – più del 40% sul totale e più del 60% tra i giovani – e l’80% della popolazione è per lo più dipendente dagli aiuti umanitari.

Inoltre, la situazione disastrosa che è presente in Israele, viene aggravata dalla Cisgiordania, che rappresenta un’altra forma di oppressione e che ha avuto anch’essa un diffuso impatto sulla salute pubblica.
La popolazione palestinese in Cisgiordania è soggetta a soprusi, minacce e umiliazioni ogni giorno.

La conseguenza di tutta questa oppressione è che sia a Gaza sia in Cisgiordania, i palestinesi sono intrappolati in un ciclo di violenza senza fine che deve essere affrontato con schiettezza e urgenza.

MSF lavora a Gaza dal 1989, fornendo assistenza sanitaria , concentrandosi di specifici bisogni sanitari cui il sistema sanitario di Gaza non può dare risposta e reagendo alle conseguenze dirette e indirette della violenza.
Le attività mediche includono chirurgia, supporto post-operatorio, medicazioni, supporto psicologico, terapie professionali e fisioterapia, compresa la fisioterapia ortopedica specializzata.

La redazione