La disabilità… va in vacanza!

Dal 1980 l’associazione veronese CARS ONLUS organizza vacanze particolari, offrendo la possibilità a ragazzi, donne e uomini con disabilità, motoria e  intellettiva, di vivere l’estate in pienezza, godendosi davvero il sapore dell’estate.

Estate, tempo di vacanze! Viene spontaneo in questo periodo trascorrere fuori casa il tempo lasciato libero dal lavoro e dalla scuola. Si parte per la montagna o il mare, insieme ai familiari o agli amici, per rilassarsi e divertirsi; un vero e proprio toccasana, a cui – inutile nasconderlo! – si ripensa con nostalgia per tutto il resto dell’anno. Viaggiare, però, non è così semplice, se si vive una condizione di disabilità. Per questo, molti disabili si trovano costretti a rinunciare alle vacanze: troppi ostacoli negli spostamenti, troppo difficile trovare strutture adeguate, troppo costoso sostenere le spese di viaggio per sé e per un accompagnatore che possa aiutare nello svolgimento della quotidianità. Certo, andare in vacanza non è un “diritto” in senso stretto; si può vivere comunque. Ma cosa sarebbe la vita di ognuno di noi, senza la bellezza di un momento di divertimento, senza la felicità che si prova davanti alla visione del mare calmo, d’estate, o della neve soffice, in inverno?

C’è chi ha scelto di non adeguarsi a questa visione, sostenendo il diritto che ogni persona ha, anche e soprattutto nella disabilità, di trascorrere in modo fruttuoso il proprio tempo libero, impiegandolo in attività divertenti e stimolanti. A Verona, una di queste realtà è l’associazione CARS ONLUS (Centro di Accoglienza e Recupero Sociale), che dal 1980 organizza attività di tempo libero, gite e uscite con persone con grave disabilità residenti nell’intero territorio della nostra provincia, forte dell’impegno di oltre 140 i volontari.

«Per una persona non autosufficiente organizzare una vacanza è molto complicato: raddoppiano le difficoltà organizzative e i costi» spiega Massimo Cauchioli, volontario CARS. «Deve infatti essere accompagnata e l’accompagnatore è un costo, sia come partecipante alla vacanza, sia come incaricato dell’assistenza personale, nel caso si tratti di un professionista e non di un volontario. Queste difficoltà portano spesso la persona non autosufficiente e la sua famiglia a rinunciare alla partenza; ecco che il “tempo libero” di quella persona si trasforma in un “tempo vuoto”, perduto». Per questo, CARS, insieme ad AIAS Verona, Cooperativa Sociale L’Officina dell’AIAS Onlus, Cofhagra e IL VILLAGGIO, ha attivato dei servizi con l’obiettivo di aiutare le persone non autosufficienti e le loro famiglie ad andare in vacanza e a poter accedere ad attività legate al tempo libero, grazie all’impegno dei volontari.

«La vacanza – prosegue Massimo – è fondamentale per permetterci di sperare in una vita migliore, in una vita il più normale possibile».

Ecco allora che da 16 al 26 agosto, un gruppo di 30 disabili gravi – sia motori che intellettivi – di diverse età si recherà a Lignano Sabbiadoro, per trascorrere 10 giorni di vacanza insieme a un folto gruppo di volontari. Se fino a qualche anno fa esistevano contribuiti pubblici e privati a sostegno di attività come questa, oggi tutto è a carico delle famiglie. Per questo i volontari, oltre a dedicare le proprie ferie a questo progetto, contribuiscono anche a parte delle spese. «Grazie al grande numero di volontari impegnati nelle nostre associazioni, possiamo garantire un accompagnatore per ogni disabile, perfino due accompagnatori, se necessario» spiega Massimo Cauchioli. «Siamo tutti formati, quindi in grado di seguire le diverse patologie, e i più “giovani” sono affiancati dai più esperti».

«Durante la vacanza – spiega Sabrina Dai Pre’, volontaria CARS – si fa la classica “vita da spiaggia”! E grazie alla nostra “jammamare”, una speciale carrozzina attrezzata, possiamo far fare il bagno tra le onde anche ai disabili motori più gravi. Avendo la pazienza di accompagnare queste persone nella scoperta – c’è chi tocca il mare per la prima volta – riusciamo a regalare loro momenti di puro divertimento».

Finita l’esperienza al mare, si inizia già a pianificare quella invernale in montagna: «Solitamente utilizziamo un ponte o parte delle vacanze di Natale per portare i ragazzi sulla neve. Passeggiamo all’aria aperta, giochiamo a scivolare su teli di nylon in piccole pendenze – divertentissimo, ma faticosissimo per tutti, volontari e disabili, nella fase di risalita!» concludono, sorridendo, i due volontari. «L’obiettivo di ogni nostra uscita, di ogni vacanza è far sì che questi uomini e queste donne non siano più visti come “disabili”, ma finalmente solo come “persone”, con il proprio carattere e con le proprie particolarità».