Caso vignette "rubate" dal Corriere c'è anche un fumettista veronese

VERONA – C’è anche un vignettista veronese tra i fumettisti che ieri hanno scatenato il putiferio su internet e sui social network, dopo la pubblicazione da parte del Corriere della Sera dell’instant book "Charlie Hebdo – Matite in difesa della libertà di stampa".
Lui è Sio, autore di Scottecs Comics, di cui abbiamo parlato ancora anche sull’edizione cartacea di Pantheon (<a href="http://issuu.com/pantheon_verona/docs/pantheon52/34">Vedi qui intervista su Pantheon 52</a>) che ha scoperto come le proprie vignette siano state pubblicate su quest’opera senza avere ricevuto nessuna nota da parte della redazione del Corriere. Come altri, ieri ha preso parte ad una serie di messaggi che hanno non solo protestato per questo utilizzo ai limiti dell’illecito, ma anche per dissociare completamente il loro lavoro con la pubblicazione del Corriere.

Il progetto, sulla carta, è stato ideato per fini nobili, ovvero raccogliere fondi per il giornale satirico francese colpito lo scorso mercoledì 7 gennaio dal vile attentato terroristico di cui si è tanto discusso e ancora si discute.
Peccato che, per concludere questa pubblicazione in tempi rapidi, il Corriere abbia pubblicato anche alcune vignette senza chiedere né autorizzazione né informando gli autori dell’intenzione alla pubblicazione. Ieri si è ovviamente scatenata la protesta da parte di moltissimi vignettisti freelance.

Non si è fatta attendere la replica del quotidiano nazionale, che oggi, 16 gennaio, ha pubblicato queste righe.
<underline>CLICCANDO SULL’IMMAGINE POTETE LEGGERE LA REPLICA IN ALTA RISOLUZIONE</underline>
<a href="http://www.giornalepantheon.it/download/Corriere_Grande.jpg"><img src="http://www.giornalepantheon.it/download/Corriere_Piccola.jpg"></a>

La vicenda non sembra tuttavia ancora conclusa, dato che oltre all’eventuale problema di contenzioso sui diritti d’autore, sarebbe stata realizzata una pubblicazione senza sapere se i legittimi proprietari delle opere avrebbero apprezzato che la loro firma fosse associata ad un’operazione editoriale che, seppure finalizzata all’aiuto alla redazione di Charlie Hebdo, non ha riscontrato l’appoggio unanime dei lettori.

Certo è che le tante attenzioni sull’utilizzo di immagini e prodotti multimediali che devono osservare le piccole redazioni come la nostra, si trovano poi spesso smentite dal comportamento forse un po’ frettoloso di testate importanti che dovrebbero rappresentare un esempio di etica e procedure per tutti i colleghi.

Matteo Bellamoli