Ca’ del Bue tra le opere strategiche: Avesani non ci sta

Il sindaco del Comune di San Martino Buon Albergo Valerio Avesani tuona sulla Legge di stabilità, che ha individuato l’inceneritore di Ca’ del Bue tra gli impianti strategici e di interesse nazionale.

“Quando prevalgono le logiche politiche non si fanno mai gli interessi dei cittadini e del territorio”. Il sindaco del Comune di San Martino Buon Albergo Valerio Avesani commenta così la vicenda infinita dell’inceneritore di Ca’ del Bue, con la decisione del Governo di inserire l’impianto di smaltimento dei rifiuti nella Legge di Stabilità “come insediamento strategico di premiante interesse nazionale”.

“Nel momento in cui il destino del termovalorizzatore appariva segnato, dopo che anche alcuni componenti della giunta regionale hanno palesato dubbi sulla sua reale necessità, l’inceneritore è stato rianimato da una decisione assurda del premier Renzi”, afferma il primo cittadino. “Anni di battaglie da parte di noi sindaci hanno portato molti politici che prima erano favorevoli al termovalorizzatore a ricredersi, altri invece hanno continuato testardamente per la propria strada, come dimostrano le ultime dichiarazioni del sindaco Tosi e del presidente di Agsm Venutri”.

Il sindaco Avesani nelle scorse settimane si è incontrato con l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, “con cui abbiamo condiviso che ormai il progetto di Ca’ del Bue come è stato concepito non è attuabile. La possibilità che arrivino rifiuti da fuori Veneto è uno scenario che non voglio considerare, noi siamo contrari a prescindere al progetto. Come affermato in più occasioni noi sindaci siamo disponibili a discutere del Polo Ambientale Integrato, ma a patto che si metta da parte definitivamente l’idea che bruciare rifiuti possa essere ancora la soluzione”.

Lo scontro politico che si manifesta oggi, secondo Avesani, “rischia di offuscare le motivazioni che ci spingono da anni a fare questa battaglia: l’inceneritore non è più sostenibile da un punto di vista economico, se non aumentando la tariffa dei rifiuti, e se ne sta accorgendo anche Agsm. I rifiuti devono essere riciclati, portando così indiscutibili vantaggi economici e soprattutto meno inquinamento, a tutela della salute pubblica. La Regione inoltre da tempo ha spento uno dei tre impianti per mancanza di materiale da bruciare e si sta convincendo ad escludere dal piano regionale la realizzazione di un quarto inceneritore, quello di Ca’ del Bue. Un premio ai cittadini veneti, che hanno seriamente attuato la buona pratica della raccolta differenziata, ma che ora rischia di essere vanificato dalla decisione del Governo”.

Quando il rischio che Ca’ del Bue venisse inserito tra gli impianti strategici non era ancora concreto, alcuni mesi fa Avesani scrisse una lettera indirizzata al premier Renzi, esortandolo a considerare le reali esigenze del territorio. “Una richiesta rimasta inascoltata. Ora gli esponenti del Pd locale si sta affannando a prendere le distanze, ma anni di battaglie a favore della salute pubblica potrebbero essere cancellati da una decisione assurda del loro partito. Quelli che si erano spacciati per i paladini della lotta contro l’inceneritore si stanno rivelando tra i maggiori responsabili della sua riattivazione”.