Batosta mondiale, Germania a valanga e Brasile umiliato

Alzi la mano chi si aspettava una sconfitta tanto umiliante, tanto pesante, con uno scarto di gol così importante. Probabilmente nessuno. Magari ci si aspettava una Germania vincente visto il calibro dei suoi giocatori, ma una sconfitta così non era nemmeno lontanamente pensabile, non intuibile nemmeno dai più accaniti scommettitori.

Ma andiamo per gradi. Il popolo del Brasile, alle ore 17:00 locali, si era riversato davanti alle televisioni, nei bar e in ogni luogo della nazione dotato di un impianto video, riuniti per quello che dovrebbe essere stato uno degli ultimi gradini da sorpassare in vista della grande finale del 13 luglio allo stadio Maracanã. Il paese si era fermato e, purtroppo, anche gli 11 giocatori schierati dal tecnico della nazionale verde oro, magari impauriti dalle contemporanee assenze degli idoli di casa Thiago Silva e Neymar, hanno deciso di non far girare le gambe. Sul rettangolo verde dello stadio di Belo Horizonte, infatti, solo una squadra è scesa in campo, la Germania di Joachim Loew.

15 minuti, tanto è bastato alla Germania per aprire le danze con Thomas Müller, già autore di 5 gol in questa edizione della Coppa del Mondo. 15 minuti, il muro difensivo brasiliano è durato appena 15 minuti, 15 minuti e poi solo Germania, un monologo tutto tedesco.

Infatti, dopo il primo sigillo di Müller è il momento del timbro Klose, ora nuovo capocannoniere assoluto della competizione con 16 reti siglate in carriera, poi Kroos, per ben due volte, il tutto in soli 4 minuti, ed infine Khedira, per una manita storica ed umiliante. Ed è solo il primo tempo, una prima frazione di gioco da incubi. Una prova di forza dei biondi tedeschi che, nel secondo tempo, non ancora soddisfatti, trasformano la già di per sé umiliante partita in un tiro al bersaglio, bucando la rete avversaria per altre 2 volte, con le reti del neo entrato André Schürrle.
Il gol della bandiera del Brasile arriva a tempo quasi scaduto dal piede destro del giovane Oscar, fino a quel momento il fantasma di sé stesso, come tutti i suoi compagni.

Una piccola rivincita per la squadra tedesca che, oltre ad accedere ora come favorita alla grande finale, si prende una grossa rivincita, ribaltando il risultato del 2002, mondiale perso proprio contro la nazionale carioca.

Il mondo ha reagito con incredulità alla raffica di gol incassati dalla formazione di Felipe Scolari, il tecnico che ora dovrà spiegare e farsi perdonare molte cose dalla federazione brasiliana e dai tifosi, delusi da una prestazione che non ha eguali nella storia.

Storia, proprio questo è il termine esatto per definire la partita di ieri sera. Una partita che entra nella storia dalla porta principale proprio come la “Mano de Dios” di Maradona ai mondiali de 1986, Storia, come quella che possono scrivere i giocatori tedeschi, ad un passo dal sollevare la loro quarta coppa del mondo, storia, quella che dobbiamo imparare come una lezione scolastica noi italiani, e con noi italiani si parla della Federazione Giuoco Calcio, questi sono i modelli da seguire, queste sono le basi per rifondare il nostro calcio, compassato dalle pesanti sconfitte della fase a gironi del Mondiale ed in crisi anche a livello di club.

Marco Nicolis