Antenne sulle Torricelle, per il Tribunale non ci fu “invasione”

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L’area fu posta sotto sequestro a dicembre dopo che la trasmissione Report aveva risollevato il caso. Qualche tempo dopo il Gip aveva disposto la  restituzione alle emittenti delle antenne. Il Riesame, dal canto suo, aveva già rigettato l’appello del pm, confermando, il 16 febbraio scorso, il provvedimento del gip che ordinava il dissequestro delle antenne. Le ragioni che hanno motivato la decisione del Tribunale, e che hanno determinato la restituzione delle antenne radiotelevisive da trent’anni sulla Torricella Massimiliana, sono state depositate ieri. «Non si è verificata alcuna invasione del sito demaniale»

«Come correttamente osservato dal gip, l’articolo 633 punisce la condotta di chi, senza autorizzazione, invade arbitrariamente terreni o edifici altrui con il fine di occuparli. Il reato si consuma nel momento e nel luogo in cui si verifica e presuppone un comportamento arbitrario… Applicati tali principi al caso in esame risulta evidente che non si è verificata alcuna invasione del sito demaniale» si legge nelle motivazioni del Tribunale. «Emerge in modo indubbio che l’accesso alla torricella Massimiliana risalente agli anni ’80 non fu affatto arbitraria poichè quanto meno tollerata dall’ente pubblico che al tempo aveva la materiale disponibilità dei luoghi (l’Unione nazionale antigrandine)». L’ente aveva, infatti, acconsentito all’occupazione da parte di 18 società emittenti radio televisive richiedendo il versamento mensile di contributi a titolo di spese per la manutenzione ed il funzionamento della Torricella. «Risulta poi che il Demanio nel corso degli anni (circa 40 dall’installazione dei primi tralicci) mai abbia preteso il rilascio essendosi limitato – solo dal 2010 – a richiedere la corresponsione di una indennità per l’occupazione dell’area».  Per questo, secondo il Riesame, non c’è stata «alcuna condotta di invasione dell’area».