“Amleto Fx” in scena al Teatro Laboratorio

Andrà in scena sabato 21 novembre ore 21.00 e domenica 22 ore 16.30 al Teatro Laboratorio (Verona, ex arsenale asburgico) “Amleto FX” con la compagnia VicoQuartoMazzini. Uno spettacolo di e con Gabriele Paolocà, collaborazione alla regia Michele Altamura, Gemma Carbone, scene Gemma Carbone.

Un’indagine sulla moda del deprimersi dei nostri tempi, uno spettacolo che parla di castrazioni tecnologiche, della mancanza dei padri, dell’attrazione verso la dissoluzione e dell’eco assillante che tutto questo causa nelle nostre coscienze. E’ un assolo generazionale. Un racconto intimo e globale che attraverso il riso amaro vuole spingere a trovare una soluzione al solito, annoso, banale, scontato, ma comunque sempre irrisolto quesito: Essere o non Essere?

Un uomo, un principe, che per comodità chiameremo Amleto, si è rinchiuso nella propria stanza e ha deciso di non uscirne più. Vuole farsi da parte e per farlo medita un gesto estremo, un gesto che lo liberi per sempre da tutto il marcio della Danimarca: il suicidio.

«Lo spettacolo si sviluppa attraverso una messa in scena che permette di sovvertire il piano della realtà seconda delle esigenze comunicative. La stanza di Amleto, il luogo prescelto per la sua reclusione, non è rappresentato come uno spazio fisico ma piuttosto come un luogo dell’anima dove le sensazioni di Amleto prendono forma traducendosi in immagini – dichiara il regista – La stessa pratica viene applicata anche alla drammaturgia, dove lo stream of consciousness di Amleto è reso ancora più irreale dal continuo spostamento da un piano soggettivo ad uno sconclusionato piano oggettivo, rappresentato attraverso l’interpretazione di altri personaggi della vicenda. L’unico dialogante che ha a disposizione in questa gabbia è il filtro robotico di una voce monocorde emessa dal computer quando riceve un messaggio sulla chat.

Il testo di Shakespeare in “Amleto Fx” è stato dimenticato, recuperato solo in alcune parti (quelle che preferisco del testo originale) per essere stravolto a favore di una contemporaneità che asservisce le parole del Bardo all’intento dello spettacolo. L’obiettivo del mio lavoro è quello di cercare un’emotività che destabilizzi lo spettatore: che lo faccia piangere mentre qualcun altro si sganascia dalle risate o che lo coinvolga mentre il suo vicino s’inorridisce. Un’emotività che faccia capire che certi subbugli di stomaco, che siano crampi o siano magoni, solo a teatro si possono provare. Questo non è l’Amleto. Questo è un tagadà emotivo.”

Info e prenotazioni 045/8031321 – 3466319280 | www.teatroscientifico.com