Edoardo Albinati e il suo «amore sbagliato»

Edoardo Albinati

Alla 15^ edizione del Tocatì per presentare il suo ultimo libro, Un Adulterio (Rizzoli 2017), Edoardo Albinati si è fermato davanti alle nostre telecamere per raccontarci qualcosa di più sull’amore. Quello sbagliato, quello sofferto, quello impossibile, ma che resta, al netto delle difficoltà, pur sempre un gioco.

Un adulterio l’ha ispirato un’altra storia di tradimenti, Davanti al mare, di David Vogel, ci confessa Albinati. Perché, si sa, l’amore extraconiugale non è certo nuovo alla letteratura amorosa. Protagonista dell’ultima fatica letteraria dello scrittore romano è una coppia travolta da quella che l’autore ha definito una «beatitudine transitoria», perché in fondo allo straordinario non è concesso essere permanente. Lo spazio è quello brevissimo di un weekend, in cui Erri e Clem abitano un’isola che sembra aspettare solo loro per animarsi. Nessun giudizio però, solo il racconto (sincero) di un amore costruito su tante (troppe) bugie. Un amore che è tutt’altro che libero, ma vincolato, asfissiante.

«L’amore è sbagliato per sua natura, con la persona giusta e quella sbagliata». Ne è sicuro Albinati, vincitore del Premio Strega nel 2016 con La scuola cattolica, il secondo libro italiano più lungo di sempre, che torna sugli scaffali con questa novella di 130 pagine, scritta quasi in esplicita opposizione rispetto al primo.

L’inafferrabilità dell’oggetto del desiderio è padrona in questo racconto, i cui protagonisti sembrano non appartenere a un luogo specifico, o a un amore specifico, e forse nemmeno a loro stessi. Un adulterio è la storia del tradimento che corre lungo il confine sottile dell’appartenenza: se i protagonisti non sono vittime del rimorso per questo amore sbagliato, non sembrano però nemmeno trovare pace in quello che fanno.

Non ci sono vincitori in questa storia, e i vinti saranno felici per un lasso di tempo brevissimo. Perché, ci ricorda Albinati «L’amore è un gioco», e come tutti i giochi, a volte si perde.