Variante 29, il futuro di Verona

Un grande mosaico, in cui inserire i vari tasselli necessari per la crescita e lo sviluppo della Verona del futuro, partendo da precise scelte politiche. È la variante 29, il nuovo provvedimento urbanistico dell’Amministrazione, che scriverà la nuova visione della città pubblica, a partire dalla rigenerazione urbana, attraverso lo strumento del partenariato tra pubblico e privato. Ma ci sarà anche un’attenzione particolare a mura e forti, mobilità e sistema urbanistico e alla tutela dell’ambiente.

Un provvedimento che porta a compimento il lavoro appena concluso con la revisione alla variante 23. Rispetto alla versione originaria, la variante 23 rivista dall’Amministrazione Sboarina si caratterizza per una maggiore tutela della città pubblica, a cominciare dall’ex Arsenale, della collina e della aree a forestazione, oltre che per la diminuzione delle dimensioni commerciali e residenziali a favore di quella turistico-ricettiva. Ad illustrare gli obiettivi della nuova variante, che sono stati approvati nell’ultima giunta, è stato oggi il Sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala e ai consiglieri di maggioranza.

“Questa è la ‘nostra’ variante urbanistica, con la nostra idea di città. Conterrà le linee di sviluppo per Verona dei prossimi 20 anni – spiega Sboarina -. Si parte da una prospettiva completamente ribaltata rispetto al passato, in cui è la politica ad indirizzare il futuro e a ricomporre la frammentazione della città attraverso una visione complessiva e condivisa”.

Questi i principali temi che saranno oggetto della variante urbanistica:

Mura magistrali e cintura dei Forti, la cui fruizione va ripensata secondo moderni concetti di parchi e ricercando partenariati pubblici o privati.

Sistema ecologico, da valorizzare con la creazione di corridoi naturali negli ambiti delle Mura magistrali, del fiume Adige nord e sud, delle coline veronesi e dell’ambito equestre.

Città pubblica, con interventi nelle zone più carenti di luoghi e servizi urbani, per una migliore qualità di vita dei cittadini.

Consumo del suolo e rigenerazione urbana. Limitare le nuove costruzioni a vantaggio del recupero delle esistenti. A Verona ci sono circa 3 milioni 700 mila mq di aree degradate e in disuso da riconvertire e riqualificare. Già avviato il dialogo con la Regione per gli incentivi a favore degli interventi di recupero e riqualificazione.

Mobilità. Dal PUMS al PEBA, per la creazione di infrastrutture e servizi che accrescono la qualità della vita urbana, con una città accessibile e una mobilità attiva e sostenibile.

Sistema turistico e ricettivo. In considerazione dell’importanza che Verona sta rivestendo dal punto di vista dei flussi turistici, vanno ripensate le scelte pianificatorie relative a questo settore. Già previsto nella variante 23 un aumento di dimensionamento turistico del 30 per cento.