Degustibus, storia di un foodtruck che non voleva essere solo un foodtruck

Si chiama Degustibus ed è un nuovo progetto dedicato allo street food in versione etica: il lavoro di donne migranti fa da trampolino di lancio all’occupazione dei più giovani, e il risultato sono ricette internazionali, ricercate e sostenibili.

di Chiara Boni

Si possono assaggiare gli sfiziosissimi samosa, ricetta afgana, oppure una fetta della deliziosa meat pie, direttamente dalla Nigeria. O ci si può far tentare da un piatto di felafel, rivistati in salsa libanese, o da una causa limeña peruviana. A pensarci bene, è uno spazio davvero piccolo quello del furgoncino che ospita Degustibus: ma dentro ci trovate tutto il mondo. Nato nel maggio del 2016, questo innovativo progetto dedicato allo street food vuole combinare l’occupazione dei più giovani al recupero e alla diffusione delle tradizioni culinarie internazionali e locali: l’obiettivo è quello di dare lavoro a ragazzi e ragazze under 29, che potranno mettersi alla prova con le ricette che donne da tutte le parti del mondo insegneranno loro.

Come spiegano le coordinatrici del progetto, Elena Zantedeschi e Cristina Cominacini, «Degustibus è un’attività imprenditoriale e cooperativa, fondata su pratiche e conoscenze condivise, su valori e su un progetto che vuole confrontarsi con la società di oggi per trovare nuove opportunità». Nato nel maggio del 2016 da un’idea dell’Associazione Le Fate Onlus, Degustibus ha preso il via con il finanziamento ottenuto dal bando nazionale “Occupiamoci!”, promosso da Fondazione Mission Bambini, Fondazione Canali Onlus, Fondazione San Zeno, UniCredit Foundation e da Manageritalia Milano – Gruppo Volontariato Professionale. Per attivare il progetto è stata creata la cooperativa Coopernica, appositamente costituita in compartecipazione con l’atelier di riuso creativo D-Hub.

 

Degustibus è sostanzialmente un food truck con una marcia in più: non solo per l’aspetto di economia sociale che lo caratterizza, ma anche per il tipo di prodotti che presenta. I cibi proposti si rifanno infatti a ricette interculturali, che vengono reinterpretate con prodotti locali e spesso a km zero, frutto di un lavoro di recupero dei saperi (e dei sapori) tradizionali. Gli aspiranti chef diventano da subito parte integrante dell’attività, e vengono affiancati da un gruppo di formatori che li segue passo a passo dalle prime fasi di preparazione dei prodotti, passando dalla predisposizione del servizio di vendita e del piano marketing e comunicazione. Per la preparazione di alcuni prodotti Degustibus si appoggia a Tabulè, ristorante libanese situato nel cuore di Veronetta, che, nell’ottica dell’economia sociale, contribuisce al progetto mettendo a disposizione la propria cucina.

«Degustibus raccoglie le esperienze maturate dall’Associazione Le Fate Onlus di Verona con donne provenienti da tutto il mondo, che hanno utilizzato la cucina come mezzo per unire e condividere conoscenze: – proseguono le coordinatrici – le ricette tradizionali provengono quindi da persone che le hanno apprese dalle proprie famiglie, nel proprio paese d’origine». Al momento, il food truck targato Degustibus si può trovare per la pausa pranzo negli spazi di 311, coworking innovativo in Lungadige Galtarossa, 21, ma nei prossimi mesi la cucina itinerante di Degustibus farà capolino in diversi eventi e manifestazioni in città.

Per maggiori informazioni:
www.facebook.com/degustibusfoodtruck/

 

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