Vecchiaia, il sostegno di Pia Opera Ciccarelli

Il Fondo Solidarietà della Pia Opera Ciccarelli opera a favore di anziani soli e fragili, sostenendoli nelle spese necessarie a garantirsi forme di assistenza domiciliare che consentano loro di mantenere la propria autonomia e insieme di essere seguiti e curati in maniera professionale.

“La vecchiaia non è un male incurabile. Ma senza aiuto può essere molto dura”. È questo lo slogan scelto dal Fondo Monsignor Ciccarelli per far conoscere il proprio decennale operato a favore degli anziani e raccogliere donazioni per poterlo sostenere. Nutrirsi correttamente, prendersi cura di se stessi, della propria casa, spostarsi per una visita medica possono sembrare azioni banali; diventano difficoltà insormontabili se la propria condizione di anzianità è caratterizzata da isolamento e difficoltà economiche. Per far fronte a questi problemi, la Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus, realtà veronese che trae origine e forza dalla figura di Mons. Giuseppe Ciccarelli, impegnato in prima persona, a fine ‘800, a favore dei più bisognosi, sostiene il costo dell’assistenza domiciliare per centinaia di anziani che altrimenti non potrebbero permettersela, offrendo pasti caldi, un aiuto nella cura e nell’igiene personale, l’accompagnamento a visite e controlli sanitari e una pronta risposta in caso di necessità d’emergenza.

«Molte persone oggi riescono a trascorrere la vecchiaia nella propria casa, anche in un’età molto avanzata» spiega Mons. Carlo Vinco, presidente della Pia Opera Ciccarelli. «La situazione economica degli anziani va però complicandosi sempre di più, di pari passo all’allungamento delle aspettative di vita. Molti vivono in condizioni di autosufficienza, che diventa però effettivamente tale solo se c’è attorno una rete di supporto».

Capita però, a causa di pensioni basse, per la mancanza di un supporto familiare valido, o perché la famiglia vive un momento di crisi economica, che la persona fatichi ad affrontare la spesa necessaria per trovare un aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane. «L’assistenza domiciliare a favore di queste categorie economicamente svantaggiate – prosegue Mons. Vinco – è sostenuta, in parte, dai comuni di residenza; Verona, per esempio, ha una buona rete di risposta a queste problematiche, ma questa rete non sempre riesce a coprire per intero tutte le esigenze. Abbiamo quindi voluto creare un fondo che vada a sostenere queste situazioni».

Nel 2014, il Fondo ha contribuito con 13.000 euro per pasti a domicilio di persone che altrimenti non avrebbero potuto usufruire del servizio (sono 150 i pasti distribuiti gratuitamente ogni giorno nel territorio comunale di Verona, un centinaio circa quelli fatti recapitare agli anziani di San Giovanni Lupatoto), con circa 40.000 euro all’assistenza domiciliare, e con 33.000 euro al progetto Alzheimer, per l’assistenza domiciliare o nei cosiddetti “posti di sollievo temporaneo”. Cifre importanti, che testimoniano come il bisogno di servizi di questo tipo sia sempre maggiore, e di come sia possibile, in concreto, fare la differenza per molti anziani soli e malati.