La mostra di Medici Senza Frontiere apre a Borgo Roma

Sarà inaugurata oggi, mercoledì 6 marzo alle 17 presso la Lente didattica della Scuola di Medicina e Chirurgia di Borgo Roma, la mostra fotografica “L’ospedale di tutte le guerre – The Hospital of all the wars”, un progetto realizzato da Medici Senza Frontiere (MSF), dal fotografo Alessio Mamo e dalla giornalista Marta Bellingreri nell’ospedale di chirurgia ricostruttiva di MSF ad Amman, in Giordania.

“L’ospedale di tutte le guerre” è una mostra fotografica che attraverso undici storie racconta l’inizio di una nuova vita per altrettante vittime dei conflitti che stanno segnando oggi il Medio Oriente. Dallo Yemen alla Siria, dall’Iraq alla Palestina, centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita, altri si sono salvate, o quasi.

Tra i presenti, Elda Baggio lavora da anni come chirurgo di MSF in diversi paesi come Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Haiti, Yemen, Iraq, Gaza, Siria e racconterà la sua esperienza in particolare in contesti di guerra e l’impatto del conflitto sui civili, che perdono tutto dalla propria casa ai legami familiari, costretti a fuggire in altre zone del paese o in quelli limitrofi, la difficoltà dell’accesso alle cure perché il sistema sanitario è completamente al collasso; il rispetto dell’azione umanitaria e dei civili, sempre più messe in discussione, considerando che ospedali, scuole, mercati sono sempre più presi di mira come bersagli.

Il programma di chirurgia ricostruttiva di MSF ad Amman, in Giordania è stato avviato nel 2006 in risposta all’elevato numero di vittime della guerra in Iraq e negli anni ha accolto feriti siriani, yemeniti e palestinesi. Il trattamento completo fornito ai pazienti è una combinazione di chirurgia ricostruttiva, fisioterapia e assistenza psicologica. L’ equipe chirurgica – composta da quattro chirurghi ortopedici, un chirurgo specializzato in maxillofacciale e un chirurgo plastico, di nazionalità irachena e giordana – ha eseguito più di 10.000 interventi a beneficio di circa 5.000 pazienti in dieci anni.

“Il nostro approccio al progetto ci ha portato ad entrare nella vita delle persone che abbiamo incontrato nell’ospedale di Amman. Qualche mese fa abbiamo avuto la fortuna di andare a trovare una delle pazienti fotografate, Manal, una bimba irachena di 12 anni sfigurata in viso, che sta meglio grazie al lavoro scrupoloso dei medici e non è più costretta ad indossare la maschera protettiva che doveva portare per circa 4 ore al giorno. Non a caso il sottotitolo della mostra è “Back to Life” perché non vogliamo mostrare solo le ferite dei pazienti negli scatti in bianco e nero ma, soprattutto, il ritorno alla loro vita normale, attraverso la foto a colori. Come ci diceva uno dei chirurghi ad Amman: “impieghiamo ore a ricostruire un mignolo, mentre in pochi secondi una sola bomba distrugge tante vite”. Ma per MSF la cura della persona nella sua interezza è totale, ed ogni vita vale come tutta l’umanità” raccontano Alessio Mamo e Marta Bellingreri.

La mostra sarà visitabile fino a venerdì 22 marzo, mentre da domenica 24 marzo a venerdì 5 aprile si sposterà in Biblioteca A. Frinzi in Via San Francesco, 20. L’iniziativa, a cura di Medici Senza Frontiere, è promossa dall’Università di Verona e dal Sistema bibliotecario di ateneo in collaborazione con il SISM Verona e Studenti Senza Frontiere – Verona.