Croce Verde: premiati 176 volontari e dipendenti

Un auditorium tutto per Croce Verde Verona. Si è venerdì sera, alla Gran Guardia, la tradizionale cerimonia di consegna delle benemerenze per anzianità di servizio dell’Ente di Pubblica Assistenza Volontaria scaligero.

A ricevere i riconoscimenti per l’impegno profuso in campo sanitario 176 soccorritori, tra volontari e dipendenti, provenienti dalle diverse sedi croceverdine presenti in città e provincia: a Borgo Roma, Borgo Venezia, Lungadige Panvinio; in Lessinia a Cerro, in Valpantena a Grezzana, in Valpolicella a San Pietro Incariano e all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, San Giovanni Lupatoto, Castel d’Azzano, Villafranca, Isola della Scala, Legnago e Colognola ai Colli.

Il parco macchine dell’Ente ha all’attivo 45 ambulanze, sei auto-mediche, due furgoni per il trasporto sangue, tre pulmini per il trasporto anziani e due centri mobili attrezzati per le emergenze sanitarie. L’operatività è quotidianamente assicurata da un “esercito” di oltre 1.400 soccorritori volontari ai quali si aggiungono circa 100 risorse fra personale dipendente operativo, amministrativo e tecnico, liberi professionisti, medici ed infermieri. Dallo scorso maggio, medici e infermieri del IV Reggimento Alpini Paracadutisti di stanza a Verona prestano volontariamente servizio sulle ambulanze di emergenza della sede di Borgo Venezia per il mantenimento delle capacità sanitarie dell’infermeria di reparto anche quando non sono in missione.

Da sempre Croce Verde, ha ricordato il comandante dei volontari Mauro Carlini affiancato dal presidente di Croce Verde Giancarlo Giani, «investe molte risorse nella formazione e nell’aggiornamento dei propri volontari, nella sostituzione dei mezzi». Tuttavia in servizio, ha proseguito, «l’aspetto più importante, che non deve mai venire meno, è quello umano: non dettato da protocolli o linee guida, ma guidato dal nostro animo che ci porta a sottrarre tempo ai nostri affetti per prendersi cura di persone sconosciute. Ed è lì che noi portiamo oltre alle nostre competenze tecniche un sorriso, una carezza, una parola di conforto».

A dare idea dell’impegno croceverdino è stato Walter Fabbri, presidente di Amici di Croce Verde, la onlus che da quest’anno affianca l’Ente con iniziative e progetti benefici: «I servizi a consuntivo del 2014 sono stati 65.200 di cui 27.050 di emergenza fra ambulanze infermierizzate ed auto-mediche con una percorrenza totale di circa 415.000 chilometri». In particolare: 2.100 sono stati i servizi di trasporto secondario svolti per l’Ulss 20 e 26.815 servizi di trasferimento per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con una percorrenza di circa 216.000 chilometri; 958 i servizi effettuati per l’Ulss 21; 2.900 per l’Ulss 22 con il servizio di emergenza urgenza all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar; 1.760 i servizi privati e di assistenza sportiva a manifestazioni percorrendo 65.300 chilometri.

Emozionante il susseguirsi sul palcoscenico dei premiati: dal traguardo dei 35 anni di servizio, conquistato dal volontario Michele Viscione, a quello dei sei lustri trascorsi a bordo delle ambulanze per Marco Rensi; dai 40 come dipendente, ora in pensione, di Gianni Brisighella e quindi a scalare per riconoscere l’impegno umanitario dei venti, quindici, dieci e cinque anni a vestire la divisa da croceverdini.

Uno speciale encomio, con la consegna dell’Angelo della Misericordia opera del pittore Plinio Codognato da parte del consigliere di Croce Verde e direttore della Scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione dell’Ateneo scaligero Enrico Polati, è stato attribuito ai soccorritori della sezione Lessinia Mirco Favari e Francesco Trevisani che, lo scorso settembre durante un matrimonio celebrato a Roverè, hanno praticato un massaggio cardiaco sul padre dello sposo colpito da grave malore.

Questione di prontezza nell’intervenire malgrado nessuno dei due, in quel momento, fosse in servizio su un’ambulanza: Favari era infatti tra gli invitati a nozze, mentre Trevisani è accorso in chiesa dal cantiere nel quale stava lavorando. E prova di lucidità nel mettere in pratica tempestivamente e con efficiacia le manovre salva-vita di primo soccorso apprese nell’iter di formazione per entrare a far parte di Croce Verde. «Ora sono sotto controllo, sto bene. Devo fare visite periodiche e prendere delle pastiglie, ma godo di buona salute. Mirco e Francesco – ha concluso – siete stati i miei salvatori. Resterete per sempre nel mio cuore».