Regione Veneto unita per l’inclusione lavorativa

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Dopo quello per l’innovazione delle strutture montane in Veneto, la Regione ha approvato oggi un altro bando del valore di sei milioni di euro che saranno destinati all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo di disoccupati di lunga durata, in particolare gli ultra cinquantenni a bassa qualifica e con reddito minimo o che percepiscono il Rei, il reddito minimo di inserimento.

Il bando “anti-povertà” proposto dall’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan, attinge a risorse del Fondo sociale europeo e sosterrà, nel biennio 2018-2020, progetti integrati di partenariato tra enti, finalizzati a creare percorsi e opportunità di lavoro per chi un lavoro non ce l’ha più ed è a rischio povertà.

“Si tratta di azioni integrate di coesione territoriale che il Veneto ha collaudato, incentivando il connubio tra la responsabilità sociale di impresa e la capacità dei territori di fare squadra – dichiara l’assessore Donazzan – Enti di formazione, amministrazioni comunali, fondazioni bancarie, cooperative sociali, aziende sanitarie e realtà profit e non profit dei diversi territori provinciali uniscono le forze e le risorse e creano progetti di partenariato che offrono una opportunità di formazione e di lavoro a disoccupati di lunga durata”.

Dall’inizio della sperimentazione, avvenuta nel corso della programmazione FSE 2007-2013, sono stati finanziati complessivamente 25 progetti per un totale di circa 17 milioni che hanno visto il coinvolgimento di 2.293 partner di cui 416 Comuni e unioni di Comuni e 1.311 aziende. I soggetti svantaggiati coinvolti sono stati circa 2.500.

Il bando, che sarà reso pubblico alla fine del mese di luglio, dettaglierà la tipologia di interventi finanziabili, la durata e le misure di supporto, la quota minima di cofinanziamento da parte dei soggetti privati e le modalità di presentazione dei progetti da parte degli enti accreditati, i quali avranno a disposizione ottanta giorni di tempo per avanzare le proposte.

“I sette progetti che andremo a finanziare (uno per provincia) potranno prevedere – anticipa l’assessore – tirocini lavorativi, progetti di formazione e di ri-orientamento che accompagnino ad una vera occupazione, idee di autoimprenditorialità, servizi alle imprese per aiutarle ad assumere persone disabili, borse di lavoro per occupazioni socialmente utili: i progetti territoriali saranno misurati sulla base dei costi-standard e valutati per la loro ricaduta occupazionale e sociale”.

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