Recupero dell’ex Arsenale: approvato il project finacing

Stimato in circa 45 milioni di euro e spalmato su un arco temporale di 50 anni, il project di finanziamento per il recupero e la riqualificazione dell’ex Arsenale Asburgico di Verona è stato approvato dal consiglio comunale. Ma il progetto non mette tutti d’accordo e c’è chi l’ha definito inadeguato per i bisogni della città.

È stata approvata lo scorso giovedì 1 dicembre dal Consiglio comunale la proposta di recupero e riqualificazione dell’area immobiliare dell’ex Arsenale asburgico. Il progetto, proposto dall’Ati (costituita dalle società Italiana Costruzioni e Na.Gest. Global Service) e stimato in 45 milioni di euro, verrà realizzato utilizzando un modello di partnership Pubblico-Privata, secondo lo schema della Finanza di Progetto, con una durata della concessione pari a 50 anni, come spiega anche dall’assessore al Patrimonio Pier Luigi Paloschi: «Dopo più di vent’anni di idee, di proposte, di progetti finiti nel nulla, questa sera possiamo dare il via concretamente al recupero e alla valorizzazione dell’ex Arsenale austriaco, attraverso un modello di partnership Pubblico-Privata, unica strada percorribile in tempi difficili per i bilanci degli enti locali. Con questo progetto un bene prezioso quale l’Arsenale potrà tornare alla fruizione dei cittadini veronesi, diventando un nuovo importante polo culturale cittadino, oltre che un attrattore turistico di assoluto valore».

La Proposta di Finanza di Progetto presentata prevede:

– il restauro completo del complesso architettonico dell’Arsenale di Verona, riportandolo all’impianto asburgico originario e demolendo superfetazioni e corpi aggiunti incongrui;

– la manutenzione programmata e continuativa per tutta la durata della Concessione, in modo da riconsegnare il bene al Comune al termine del periodo di concessione in perfetto stato di conservazione

– la creazione di un Parco dell’Arte Contemporanea negli spazi esterni dell’Arsenale.

Le aree non edificate dell’Ex-Arsenale, ovvero tutte le aree a verde scoperte e gli spazi pedonali interni al Complesso, saranno aperte al pubblico e liberamente accessibili da parte della cittadinanza, con oneri di gestione in capo al Concessionario.

Nell’ambito del progetto l’Amministrazione ha poi richiesto di realizzare:

– una scuola pubblica dell’infanzia con un asilo nido integrato, rispettivamente per 60 e 20 bambini, attualmente mancante nel quartiere; l’edificio è previsto nell’ambito dei padiglioni della corte est;

– un padiglione, aperto al pubblico e visitabile, dove collocare una parte delle collezioni del Museo di Storia Naturale, comprensivo di altri spazi complementari all’attività museale (laboratori, biblioteche, sezioni scientifiche, sezioni didattiche, spazi per attività formative e di studio), attraverso il recupero di un padiglione esistente posto nella corte ovest.

A partire dall’avvio della gestione degli edifici destinati a Spazi museali e Scuola d’Infanzia, l’Amministrazione sosterrà un corrispettivo di disponibilità annuo, il cui valore base gara è pari a 430 mila euro/anno più IVA, da adeguare all’andamento inflattivo.

Hanno annunciato il loro voto contrario alla proposta di project financing ili capogruppo PD Luigi Ugoli e la consigliera comunale PD Elisa La Paglia, che spiegano: «Il problema sta proprio nel disequilibrio della proposta, che carica il pubblico di svantaggi e costi eccessivi. L’impegno economico del Comune, se pure sviluppato su 50 anni, copre i 2/3 dell’investimento totale del privato ed è dunque tale da lasciare ampi margini all’ipotesi di un intervento pubblico diretto, sia pure a stralci. Per la prima volta da quando si è cominciato a parlare del project Arsenale, ieri in commissione abbiamo avuto dai tecnici una stima dell’impegno necessario a restaurare completamente l’Arsenale al grezzo: 20 milioni di euro. E noi vogliamo spenderne più di 30 per poi privarcene per 50 anni?»

«Oltre all’aspetto economico – continuano – la nostra posizione mira a difendere l’identità storico-culturale e di relazione-incontro che l’Arsenale rappresenta per l’intera comunità veronese. Questo project introduce vincoli sulla disponibilità al pubblico delle aree verdi e non fornisce alcuna garanzia che i cittadini potranno continuare a fruire degli spazi coperti nei padiglioni a prezzi ragionevoli. Tali limitazioni, unite al fatto che gran parte degli altri spazi coperti e coperti saranno destinati ad attività commerciali, non possono essere taciute.  Solo se questo commerciale avesse diretta attinenza con le attività d’interesse pubblico svolte nel compendio si potrebbe superare il dettato della legge regionale 50 sulle aree commerciali ma si dubita fortemente che ciò avvenga».