Quali scenari per Verona Capitale della Cultura 2021?

Si parlerà di modalità, tempi e prospettive per la candidatura di Verona a Capitale della Cultura 2021 nel corso dell’incontro organizzato da Traguardi lunedì 9 luglio nella Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica alle 18. Alla tavola rotonda sarà presente anche Paolo Verri, direttore di “Matera capitale europea della Cultura 2019”, che aiuterà a disegnare spunti e scenari per la candidatura scaligera.

Animare il dibattito già in essere sul tema della candidatura della città scaligera a Capitale della Cultura 2021 e arricchirne la riflessione: questo l’obiettivo dell’incontro, aperto alla cittadinanza, che si terrà lunedì 9 luglio nella Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica alle ore 18. Il focus, promosso dal movimento civico Traguardi, punta a stimolare un approccio di sistema per la partecipazione al bando nazionale che includa la città in tutte le sue declinazioni: dagli enti alle imprese, passando per il ricchissimo tessuto associativo.

A dialogare nella tavola rotonda saranno, infatti, in primis la stessa amministrazione che ha aperto il capitolo candidatura con la presenza del sindaco Federico Sboarina, il mondo delle imprese con la Camera di Commercio rappresentata, in questa sede, da Silvia Nicolis, la galassia delle associazioni con Giuseppe Giacon dell’Associazione Giochi Antichi, parte, con AEJST, del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale presso l’UNESCO (tra le iniziative principali di AGA c’è il Festival Internazionale dei Giochi in Strada, il Tocatì)  infine, l’ateneo scaligero con Marta Ugolini, delegata del Rettore alla Comunicazione dell’università di Verona.

A chiarire alcuni spunti e dettagli per la candidatura veronese sarà, eccezionalmente Paolo Verri, in passato direttore del Salone del Libro di Torino e attualmente direttore generale e Manager Comunicazione e Marketing della Fondazione di partecipazione Matera-Basilicata 2019, che coordina l’organizzazione e la gestione del progetto Matera Capitale europea della Cultura 2019. La sua esperienza fornirà materia di riflessione per la nostra città. Partecipare al bando richiede, infatti, un percorso non certo da sottovalutare. A Verona non basta essere patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2000: già nell’approccio alla candidatura è fondamentale fare sintesi del mosaico, vivace ma frammentato, di realtà che con eventi e iniziative illuminano il patrimonio storico e artistico di Verona.

«La candidatura di Verona, prima ancora dell’eventuale vittoria del bando, può essere così il banco di prova per mettere tutta la città al lavoro su un progetto comune al servizio innanzitutto dei veronesi, per dare fiato a un settore che, negli ultimi anni, è spesso riuscito a produrre risultati di altissimo valore non sempre adeguatamente capiti e valorizzati dalla città» spiega Silvia Sartori, presidente di Traguardi.