Nuovo progetto per la Ceolara. Se ne discute giovedì al Tommasoli

ceolara

I primi documenti certi sull’antica corte rurale, i cui resti si trovano in Borgo Santa Croce, risalgono al 1584, ma alcuni elementi ritrovati in luoghi adiacenti farebbero ricondurre le origini all’epoca romana. La Ceolara torna a far parlare di sé giovedì sera al convegno organizzato dall’associazione Genitori Tosti che presenterà un progetto di recupero dell’area che tiene conto dell’inclusività e dell’abbattimento totale delle barriere architettoniche e sensoriali. Appuntamento alle 17.30 al Centro Tommasoli.

Prende il nome da quello che secondo gli storici era un essiccatoio per cipolle, inserito in un’antica corte rurale. Sì, perché in Borgo Santa Croce, nei secoli scorsi, si coltivavano probabilmente ortaggi e di sicuro cipolle. L’edificio denominato “Ceolara”, che si trova all’incrocio tra via Verdi e via Villa Cozza, è da anni al centro del dibattito politico per la situazione abbandono in cui versa. Di proprietà del Comune di Verona, la struttura è stata oggetto di diversi studi storici che la fanno risalire a data certa al 1584, anche se alcuni elementi ritrovati in loco ricondurrebbero le origini all’epoca romana.

Negli ultimi due decenni sono state avanzate alcune ipotesi di recupero e di valorizzazione della Ceolara, ma senza arrivare a un risultato concreto. Giovedì 17.30, al Centro Tommasoli di via Perini 7, l’associazione Genitori Tosti presenterà alla cittadinanza un nuovo progetto di recupero dell’area.

Dopo i saluti della presidente di Circoscrizione Rita Andriani, l’intervento di Andrea Salandra, già consigliere di Circoscrizione e per oltre vent’anni impegnato in prima persona per il recupero della Ceolara, e di Paolino Moscogiuri sulla figura storica del Duca della Ceola. Seguiranno Alessandra Corradi, presidente di Genitori Tosti, Elisa Renoffio, architetto che ha curato l’ipotesi di risanamento dell’area che verrà presentata durante la serata, Filippo Pivetta, ingegnere che illustrerà i dettagli di un eventuale recupero anche del parco giochi annesso, Federico Benini che porterà il caso della cascina del Saval. Durante la serata il contributo anche di Giorgio Chelidonio di Italia Nostra che approfondirà alcuni cenni archeologici e paesaggistici dell’area in cui è inserita la struttura.

«L’obiettivo, oltre che recuperare un’area degradata che si trova incastonata in un popoloso contesto urbano, tra due scuole, un oratorio, parchi e studi pediatrici, insomma in un posto ad alta frequentazione di bambini/adolescenti e relative mamme e papà e nonni – spiega Alessandra Corradi, presidente di Genitori Tosti – è di poter creare uno spazio per la comunità al momento assente nel quartiere dove non solo ritrovarsi ma anche fare delle attività sul modello della Kultur Haus di stampo tedesco».

Un progetto che prevede l’abbattimento totale delle barriere fisiche e sensoriali, ma anche – come sottolinea sempre Corradi – «culturali».

«Oltre a permette il semplice accesso a chiunque, non solo a chi è sulla sedia a rotelle, – prosegue Alessandra – pensiamo a un coinvolgimento reale delle persone con disabilità con progetti per l’inserimento lavorativo e il laboratorio del giocattolo accessibile, cioè una fucina creativa da cui sfornare finalmente i giocattoli 4all e permette anche ai genitori di bambini con disabilità di festeggiare appieno ricorrenze come il Natale, Santa Lucia, i compleanni e qualsiasi evento in cui sia necessario regalare o ricevere un giocattolo».

La formula proposta dall’associazione al Comune di Verona è la gestione diretta della struttura alla cordata di associazioni che ne farebbero uso, con la capofila Genitori Tosti, ma la questione centrale rimane sempre l’eventuale finanziamento necessario per recuperare la struttura, che l’amministrazione comunale sembra intenzionata a non sostenere poiché troppo oneroso e fortemente vincolato dalla Sovrintendenza.

Per cercare di trovare ulteriori risposte o soluzioni, quindi, appuntamento al Tommasoli, dove sono stati invitati, oltre a tutti i cittadini, anche  esponenti dell’amministrazione, dei partiti politici, delle associazioni , degli ordini di categoria (archeologi, architetti, ingegneri, geometri), della cultura, e potenziali finanziatori.