Mama, la regina di Veronetta

Mama Veronetta

Consacrata come “queen” del quartiere più multietnico di Verona dall’artista Roxy in the box durante il Festival Veronetta, Angela, 48 anni, nigeriana, da 27 a Verona e dal 1998  titolare di un piccolo negozio è conosciuta come “Mama” per il grande cuore con cui abbraccia tutti i suoi figli.

di Marco Menini

COME LEI, probabilmente, ce ne sono molti altri in città. Come lei sono molti ad avere un’attività consolidata, fatta di piccoli e grandi prodotti, piccoli e grandi sforzi quotidiani. Al civico 97 di via XX settembre, un locale adibito a bazar si sviluppa, come tanti altri, in lunghezza: si imbocca un ingresso a cono e si rimane abbracciati dai lunghi scaffali a destra e sinistra che portano direttamente alla cassa, dove c’è lei. La stessa figura che si trova rappresentata sulle vetrine del negozio, dopo che Roxy in the box, in occasione del Festival Veronetta, ha deciso di renderla nome e simbolo del suo stesso negozio. Un mélange di lingue suona forte appena entri, frammentate solo da risate acute, un grido e qualche stretta di mano. «Salut mon amis», mi accoglie il fratello di Mama, quando entro. In mano la macchina fotografica ed un block notes. Gli occhi dei ragazzi invertono la rotta dei pensieri fino a quel momento sereni. Non chiedono nulla, lasciano correre. Qui entrano tutti, non solo nigeriani, senegalesi, congolesi, rumeni, italiani o albanesi, per un deodorante, un frutto, una birra fresca. E così l’incontro anche con Roxy in the box, qualche tempo prima, in pieno ottobre. Sta per cominciare Art Verona, e con la kermesse anche l’evento collaterale La seconda notte di quiete, all’interno del Festival Veronetta, curata da Christian Caliandro. Un sistema espositivo non tradizionale quello per cui le opere dei dodici artisti sono inserite in un contesto effimero e transitorio quale può essere un negozio. Roxy arriva a Verona da Napoli il 12 ottobre, un giorno prima dell’inizio della mostra-non mostra. Le idee corrono subito «perché Veronetta è un quartiere in fermento».

«Ho scelto Mama per fare qualcosa che facesse bene a lei, che facesse emergere la sua personalità», spiega Roxy. Nella fase di allestimento della vetrina, mentre Roxy sta appendendo le luci su tutto il perimetro della fotografia di Mama, una mamma passa con il figlio per mano. Questo si ferma, illuminato, a guardare tutto questo mondo luminoso ed affascinante, ma la mamma lo strappa via da tutto quel fantasticare, «come fosse impaurita», aggiunge Roxy. Da quel momento il negozio non si chiamerà più solo “Business ventures”. “Mama” è un cartello appeso fuori, un messaggio di vicinanza per tutti quelli che hanno bisogno.

ESSERE LA MAMMA del quartiere significa che «quando vedo qualcuno in difficoltà, lo aiuto, con un piatto di pasta o qualsiasi altra cosa». Stenta a parlarci della sua onesta bontà, Angela, 48 anni, nigeriana, da 27 a Verona e dal 1998 titolare dell’attività. Ha due figli, nati qui, uno al liceo e l’altro all’Istituto professionale. «Io tratto tutti come fossi loro mamma. Anche la tua, hein!». Le scatto una foto sul trono, lì, dietro alla cassa. Intanto nel negozio passano ragazzi a flotte: c’è chi compra, chi passa a salutare, qualche italiano che compra delle birre. Possiamo definirla un’azione “pop sociale” quella di Roxy, che sul suo blog scrive “Ready once again to reveal what is inside or outside the box”. In pratica si dice “pronta ancora una volta a definire ciò che è dentro e ciò che è fuori dalla scatola”. Indaga i luoghi popolari per strapazzare gli stereotipi che rendono amare le relazioni sociali. Al civico 97 di via XX settembre Roxy ci ha trovato un punto di riferimento per tutti quelli che hanno lasciato la loro amata Africa. Se ci si passa davanti di sera, si vedono ancora oggi le luci che fanno di Mama una vera popstar. «Io le lascio per sempre» ci confida. Dell’installazione artistica restano ancora alcuni barattoli, con varie scritte, che rispondono alla domanda: “Chi è Mama?”. Andate a scoprirlo.