“Le parole che ci salvano” tra scrittura e resilienza

Ultimo appuntamento con la rassegna ideata dall’associazione La Cura Sono Io, Le parole che ci salvano. L’incontro Le parole della resilienza, che si svolgerà oggi alle 17.30 nella sala Farinati della Biblioteca civica, darà voce al pedagogista Carmine Lazzarini e alla scrittrice Rita Nicolaidis, che attraverso la scrittura e la resilienza si è creata una nuova vita anni dopo un incidente stradale. Nel corso dell’evento saranno letti alcuni estratti dell’autobiografa della scrittrice, Vola colomba aringhe affumicate farfalle.

La resilienza, in psicologia, è una condizione per cui si riesce a far fronte a eventi traumatici in maniera positiva. E insieme alla scrittura, la resilienza, può davvero portare alla rinascita di una persona. Ne parleranno il pedagogista Carmine Lazzarini e la scrittrice Rita Nicolaidis nel corso dell’ultimo appuntamento della rassegna Le parole che ci salvano, promossa dall’associazione La Cura Sono Io con il Circolo dei Lettori di Verona.

L’incontro, che si terrà oggi, mercoledì 14 marzo alle 17.30 nella sala Farinati della Biblioteca Civica di Verona, sarà incentrato su Le parole della resilienza. La serata alternerà momenti di dialogo a letture di brani del romanzo della Nicolaidis, Vola colomba aringhe affumicate farfalle a cura di Giovanna Scardoni.

Il libro della scrittrice mantovana ha un’impronta autobiografica: racconta, infatti, la storia di una donna che, dopo un incidente stradale, riesce a riprendere in mano la sua vita e a conquistarsi un’autonomia accettabile grazie al potere liberatorio della scrittura e alla “resilienza”. A dialogare con Rita Nicolaidis sarà Carmine Lazzarini, collaboratore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, che affronterà il tema della “resilienza” come reazione ai traumi e per affrontare le condizioni di cronicità, e sottolineerà l’importanza della scrittura per reagire alle rotture, alle svolte traumatiche, per ricreare un senso all’esistere.

L’associazione La Cura sono Io è nata nel 2017 per iniziativa della sua presidente, Maria Teresa Ferrari, scrittrice e curatrice di eventi d’arte e di cultura, che a 50 anni ha dovuto affrontare un carcinoma mammario e terapie oncologiche. Dalla sua motivazione a una rinascita, l’idea di “progettare bellezza, nonostante”  insieme a tutte le donne, alimentando una community su Facebook: un impegno che le è valso il Premio Victoria 2017 con Maria Grazia Cucinotta, promosso da Procter & Gamble in collaborazione con la “27esima ora” del Corriere della Sera. Per ritrovare il proprio ben-essere e risvegliare e sostenere l’amore della persona per se stessa e la propria vita, l’associazione promuove progetti che dall’ambito oncologico si estendono alle arti in genere, anche grazie al sostegno della Fondazione Cattolica, che sono stati presentato il 10 gennaio alla Camera dei Deputati a Roma. Primo tra tutti, “I sogni di Terry”, che comprende una collezione di cappelli e copricapi estrosi e anallergici, portatori di messaggi positivi, pensati in particolare per chi vive la nudità improvvisa della sua testa, causata dalla chemioterapia o da altre patologie. “Il Cuore in testa” è un progetto attualmente in corso a Milano in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali, Salute e Diritti, legato alla diffusione della prevenzione del tumore al seno, che prevede una mostra di ritratti di donne e un convegno il 6 febbraio a Palazzo Marino.

Per informazioni: Associazione Culturale La Cura Sono Io, 329 0140241 – www.lacurasonoio.it –segreteria@lacurasonoio.it .

 

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