L’Arena: opera del diavolo

L’Arena: opera del diavolo.

di Marco Zanoni

DA DIETRO LE SBARRE il mondo mi appare meno dorato di quello a cui sono abituato. I miei concittadini mi hanno definito “gran signore miscredente, senza pietà per la gente” e di quest’etichetta ad esser sinceri me ne sono fatto un vanto. Fino ad oggi perlomeno. Sono finito in galera per un reato che qualcuno ha definito malvagio (per me si trattava di ordinaria amministrazione) e per questo attendo il giorno della sentenza. Che sarà durissima, visto che chi semina vento raccoglie tempesta. Posso però aver ancora salva la vita, mi basterà costruire in una sola notte “un edificio adatto a tenervi gli spettacoli e capace di contenere tutti gli abitanti della città”. Quale posto migliore di quella piazza nel centro di Verona? Ho dovuto solo vendermi l’anima, al Diavolo per la precisione. Era l’unico modo per saltarcene fuori. Li sento lì fuori, in questa notte senza luna. Sono mille demoni che lavorano senza sosta: pietra su pietra e arco dopo arco stanno costruendo il loro labirinto. Modellano un’opera diabolica che mi è costata l’anima e l’Inferno. Quest’accordo però adesso mi fa paura. Mi domando se un uomo ricco possa provarla visto che non mi è mai successo prima. Sono ancora in tempo per pentirmi delle mie azioni? In fondo ho scomodato solamente il re delle Tenebre.

È NEL MOMENTO in cui l’alba sorge che prendo la decisione: prego la Vergine Maria, in sottofondo campane lontane scandiscono l’Angelus. È così che il mio accordo con il Diavolo salta, sento i demoni tornarsene nel centro della Terra tra urla e bestemmie. Il lavoro, poveretti, l’avevano quasi finito. Testimone lo è quell’Ala, simbolo di un’opera incompiuta. Sarebbe bastata solo qualche altra ora per compiere il secondo anello. Qualcuno vi dirà che si tratta solo di una leggenda, che in realtà l’hanno costruita i romani e che quello che vi ho raccontato è frutto di una mente delirante. Sta a voi la scelta, credere a me o ai libri di storia. Potreste anche provare a sentire l’opinione di Mefisto. Ai veronesi però l’Arena piace così com’è, e visto tutto quello che ho passato a quell’Anfiteatro mi ci sono affezionato un poco anch’io.