L’addio degli “Elii” a Verona

No, non ci sono parole per descrivere la vena di follia e genialità che sabato sera ha attraversato impetuosamente il Teatro Romano. Gli Elio e le storie tese, sold out per il Festival della bellezza, hanno ipnotizzato il pubblico sin dal principio con quel pizzico (o forse un po’ di più) di sregolatezza, sempre fuori dagli schemi. Un concerto che è stato forse più uno spettacolo: tra parrucche, travestimenti e siparietti comici che hanno accompagnato il pubblico ben oltre la mezzanotte. Eppure nessuno si è mai dimenticato il motivo per cui tutti erano lì: la musica, nelle sue nuances più bizzarre, con accenti sbagliati e ritornelli che non ritornano quasi mai.

Politicamente scorretti, a tratti volgari, decisamente pazzi. Eppure, intorno a metà concerto, quando ormai il pubblico era caldo e pronto da tempo a “fare karaoke” come richiesto dalla band, i flash di tantissimi cellulari si sono accesi (nessun accendino…ormai hanno fatto il loro tempo) per accompagnare la musica di Elio e le storie tese. La storica band milanese si è esibita sabato sera al Teatro Romano con il loro “Tour d’addio” che ha riempito, in tutti i sensi, la penultima serata del Festival della Bellezza.

Le scalinate e la platea erano stracolme di fan e, alle 21.30, con qualche giusto minuto di ritardo, gli “Elii” hanno fatto il loro ingresso sul palco tra le urla degli spettatori e una voce sommessa che, in stile “messa popolare”, annunciava lo scioglimento del gruppo. A rompere il ghiaccio ci ha pensato poi il frontman Elio (alias Stefano Belisari) che, partendo subito con il brano Servi della gleba, ha acceso il pubblico. È stato allora che il coro si è alzato dal Teatro per la gioia del cantante che ha esordito affermando “Bravi, sembrate il pubblico di Gianna Nannini. Lei ai suoi concerti non canta mai, fa tutto il pubblico. Stasera facciamo anche noi un po’ di karaoke”.

Tra intermezzi comici e performance colorate del trasformista della band, “Mangoni”, la serata è proseguita fino ad oltre la mezzanotte lasciando a tutti la sensazione di non volersene andare. Stretto in una camicia (che dopo la terza canzone è volata via) e con indosso una parrucca dai voluminosi ricci Elio non ha perso l’occasione di dialogare anche con il pubblico che tra un brano e l’altro cercava di raggiungere il palco almeno con la voce urlando, tra le altre cose, un “Ci mancherete!”.

Del concerto-spettacolo sold out di sabato sera sono tante le cose che rimarranno scolpite nella memoria degli spettatori: dal simpatico pianista che ha rimpiazzato il pilastro Rocco Tanica, Carmelo (alias Vittorio Cosma), al concerto nel concerto del batterista Christian Meyer, che si è esibito come “Dj Mendrisio”, fino alle ultime canzoni, quando ormai “l’addio” stava diventando una certezza ed è partito un “trenino” in stile capodanno fatto di fan. Immancabile anche un saluto al sassofonista del gruppo, Feiez, morto nel 1998 ma sempre presente nei concerti degli Elii, che gli hanno dedicato un pezzo del palco veronese portando con loro il baluardo di Crema, la sua città. E il pubblico, dal canto suo, lo ha omaggiato con il suo coro: “Forza Panino!”.