Il Tocatì inizia (ufficialmente) oggi con la sfilata dai fascini francesi

Scalpitava, non resisteva, voleva cominciare il Festival Internazionale dei giochi in Strada. Ed è iniziato prima del 13 settembre (data di avvio ufficiale). Il pomeriggio di sabato 8 ha realizzato un’anteprima in un luogo che è una sentita deroga agli spazi del centro storico, abituali scenografie, ovvero Piazza Libero Vinco, a Borgo Venezia. Per fare cosa? Giocare, ovviamente; neanche serve chiederlo.

Ci perdoneremmo meglio, se tutti ci ricordassimo che siamo stati bambini, sostiene qualcuno. Sul filo di questa intuizione, rispolverare antichi gesti ludici potrebbe essere un esercizio per recuperare l’indulgenza? Forse sì, forse no. Di certo permette di scoprire – o riscoprire – la galassia culturale, ma anche intima, che si nasconde dietro ad un gioco ripetuto da decenni, disegnato dal tempo eppure quasi intatto nella sua innocenza. Patrimonio, confronto, territorio: non sono parole casuali quelle che ha scelto come personali stelle polari Il Festival Internazionale dei Giochi di Strada. Tengono dentro istanze, ragioni d’essere e speranze di quello che il Tocatì, organizzato da Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Comune di Verona, con il sostegno della Regione del Veneto e della Provincia di Verona e con il patrocinio UNESCO, AEJEST, MIBACT e ICDE – Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, vuole e tenta di essere da 16 anni.

Un programma fittissimo, cucito da infiniti mesi di lavoro (per la maggior parte volontario, ndr), che dal 13 al 16 settembre invaderà gli spazi cittadini con fascini (anche) francesi. L’ospite d’onore sarà, infatti, la France du Midi – La Francia del Sud rappresentata da gruppi di gioco provenienti da Occitania, Provenza Alpi e Costa Azzurra, Nuova Occitania con i Paesi Baschi: protagoniste le comunità di gioco tradizionale come quelle di origine rurale dei Paesi Baschi, vedi Le Bûcheron, Le lever d’enclume, Le ramassage des épis de mais. Non ci si ferma certo qui: 137 le attività previste tra giochi, laboratori, conferenze, incontri e progetti collaterali. Dal ciclotappo al laccio d’amore, passando per la corsa con la cannata e finendo, si fa per dire, con le Quilles de Six, un cugino non troppo lontano del bowling, se vogliamo andare di imprecise sintesi. Certo: c’è anche l’amatissimo s-cianco, ma guai a ridurre il Tocatì alla sola sintassi ludica.

A dare ragione della statura, anche e soprattutto, culturale di un Festival ormai nel pantheon degli irrinunciabili, oltre che degli irriducibili a livello non solo nazionale, ci sarà, per la prima volta, come ospite il Commissario Europeo all’Educazione, Gioventù, Sport e Cultura, Tibor Navracsics. Se non basta come garanzia di qualità, allora ecco farsi avanti pure il MIBACT (Ministero per i beni e le attività culturali) che, quest’anno, è parte attiva nella realizzazione dell’evento. Nell’ambito del progetto di candidatura – che va avanti – del Festival al Registro delle Buone Pratiche per la salvaguardia del patrimonio immateriale, l’Associazione Giochi Antichi, con il sostegno della Regione del Veneto e dell’area cultura del Comune di Verona, promuove anche il programma di formazione Tocatì: un patrimonio condiviso, che, in collaborazione con ICDE – Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e MIBACT, sta costruendo le fondamenta di una Rete italiana per la salvaguardia del patrimonio ludico tradizionale.

Sconfinato il cartellone dedicato alle Riflessioni che vede per la prima volta in Italia Anaïs Vaugelade, scrittrice e illustratrice francese. Il suo capolavoro, Una zuppa di sasso, sarà al centro di una conversazione con Mauro Covacich, che l’ha rivisto e raccontato per La Lettura. Si annuncia imperdibile, poi, l’incontro/omaggio a Franco Basaglia che sarà tenuto dal suo collaboratore Peppe dell’Acqua (la nostra intervista a pagina 14-15) e da Mirella Ruggeri, entrambi psichiatri. Il metodo Monteressori, il suo evolversi e la sua attualità, sarà, invece, il tema affrontato con Andrea Lupi, presidente della “Fondazione Montessori Italia” e Berta Martini, docente dell’Università di Urbino, esperta in Pedagogia dei Saperi. C’è tutto? Assolutamente no, perché neanche l’abbiamo tentato l’esercizio di elencare il programma del Tocatì che assomiglia più ad una fiaba, ovvero, come la chiamava Gianni Rodari, «il luogo di tutte le ipotesi».

 

PER I BAMBINI, TRA KIDSUNIVERSITY E MERENDE LUDICHE:

Oltre alle aree dello “spazio bambini”, a cura di associazioni e istituzioni che si occupano di gioco per professione, anche un’area di lettura a carattere ludico per i bambini sarà allestita, a cura di Nati per leggere – Verona, alla Latteria Ludica, dove si potrà far merenda con prodotti delle malghe della Lessinia. Come tradizione, trasversale e parallela, nei giorni del Tocatì ci sarà anche la Kidsuniversity, l’università dei bambini tra gli 8 e i 13 anni con laboratori e momenti di riflessioni organizzati da AGA e rifiniti dalle competenze scientifiche di docenti e ricercatori dell’ateneo.

 

ANCHE IN BICICLETTA:

Sabato 15 Settembre al Tocatì sarà tempo di “Notturna in Bici” grazie alla collaborazione con FIAB Verona. Un percorso per tutti, dagli 8 agli 80 anni. Si parte alle 21 da piazza San Zeno per un percorso facile che lentamente farà attraversare in bici anche luoghi insoliti e gemme nascoste della città.

 

DRITTE E NOTE A MARGINE:

– I giochi saranno praticati ogni giorno per sei ore come spettacolo per il pubblico. Chi desidera partecipare e imparare gli antichi gesti ludici sarà accolto da giocatori pronti a trasmettere con passione la loro sapienza.

– Agli spettacoli si aggiungeranno vari momenti conviviali, con concerti per strada e aperitivi nelle osterie.

– Un servizio speciale di imbarcazioni istituito per il Festival consentirà di visitare Verona navigando l’Adige.

– In caso di pioggia il festival si tiene in spazi al coperto.

– Biglietto: il festival è gratuito.

– Disabili: è prevista un’accoglienza particolare per garantire l’accesso ad alcuni giochi.

Programma completo e informazioni sul sito www.tocati.it.