Gianni Saglia è il 50° Re Teodorico

Sono ben 795 le persone che stamattina, dalle 9.30 alle 13, si sono ritrovare in piazza Erbe per votare il loro 50esimo Re Teodorico, maschera tradizionale del quartiere cittadino della Carega. Tra queste, anche l’assessore al decentramento Marco Padovani. Ad organizzare l’iniziativa è stato il Comitato carnevale benefico Carega – Centro storico “Cor de Verona” guidato da Alberto Recchia.

Non senza sorpresa, a prevalere su gli altri due sfidanti è stato Gianni Saglia, pensionato di settantatré anni ma “figlio d’arte”: suo padre, infatti, è stato il primo a vestire i panni del re ostrogota, privilegio che l’ha toccato anche per la ventesima ricorrenza. Ora, per i cinquant’anni della maschera, è arrivato il momento del figlio che, visibilmente emozionato, ci ha raccontato come questo sia stato un desiderio fortemente voluto e dedicato al padre Sergio scomparso di cui teneva al dito l’anello forgiato trent’anni fa in occasione del carnevale. Con 347 voti, Gianni sarà quindi il 50esimo Re Teodorico che riceverà l’incoronazione ufficiale venerdì 1 febbraio alle 20 nei locali del ristorante omonimo a Castel San Pietro.

Oltre alla consueta urna e all’angolo conviviale, in piazza erano esposte anche fotografie d’epoca di incoronazioni e di sfilate a testimoniare come la tradizione e la vivacità del carnevale siano da sempre i tratti distintivi di una comunità che non vuole dimenticare. Infatti, la nascita della maschera risale ai tempi del re ostrogota Teodorico detto Il Grande (454 – 526 d.C.), amante di Verona a tal punto da costruirvi un castello e, probabilmente, passeggiare nel quartiere dove si dicesse coltivasse orti e giardini. Secondo la leggenda, la sua dimora si trovava sul colle denominato di San Pietro, dove è nato il primo insediamento romano. Di quel castello non ne è mai stata trovata traccia ma ha aiutato a far crescere il mito del re proveniente da oltralpe.

Il suo ricordo è stato scolpito sulla facciata del duomo di San Zeno e, probabilmente, è da collegare anche ad un piatto tipico veronese: la pastissada de’ caval, cioè stracotto di carne di cavallo. Assistere o partecipare al carnevale, come ricorda l’assessore Padovani, «è un modo per conoscere la tradizione veronese dalle sue radici e capire cos’è Verona. Noi come amministrazione ci impegnamo a collaborare e a valorizzare queste manifestazioni». Sebbene il carnevale sia nato come momento goliardico di ribaltamento dei ruoli sociali e di riaffermazione personale, per l’assessore non ci sono problemi: «prima di tutto siamo veronesi».

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