Il Festival Biblico presenta la sua 14° edizione

Il Festival Biblico si prepara a entrare nelle principali città venete dal 3 al 27 maggio con un tema guida stimolante: il futuro, e stamattina è stato presentato a Vicenza nei Musei Civici. A Verona la rassegna culturale dedicata alle sacre scritture partirà in anteprima il 16 aprile con 30 appuntamenti. Numerosi anche gli eventi previsti nelle giornate canoniche del festival, che si svolgerà per il settimo anno sulle rive dell’Adige, dal 4 al 6 maggio.

Il 14° Festival Biblico punta al futuro. È questo il tema guida della rassegna culturale sulle sacre scritture promossa da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo, che dal 3 al 27 maggio tornerà nelle città di  Vicenza, Verona, Padova, Rovigo, Vittorio Veneto con incontri, letture, visite guidate, concerti, mostre, spettacoli e performance artistiche per un totale di oltre 200 appuntamenti.

Fedele al suo scopo, di luogo sociale di incontro nel quale interrogare e interrogarsi sulle questioni più attuali, la nuova kermesse indagherà, attraverso vari linguaggi e da differenti prospettive, quanto abbia da dirci, oggi, la Bibbia in fatto di “futuro. Questo è quello che è emerso dalla conferenza stampa di presentazione regionale tenutasi stamane ai Musei Civici di Vicenza a cui era presente anche mons. Roberto Tommasi, direttore dell’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Vicenza e copresidente del Festival Biblico.

Per quanto riguarda Verona il Festival Biblico, che si svolge sulle rive dell’Adige da ormai sette anni, partirà con alcune anteprime dal 16 aprile con circa 30 appuntamenti, mentre la manifestazione ufficiale si terrà dal 4 al 6 maggio. Al centro dell’iniziativa veronese sarà la via Postumia, crocevia di personaggi, idee, civiltà, avvicendamenti complessi, che ha dato origine a una città aperta, vivace e accogliente, che racchiude perfettamente in sé il concetto di “futuro”.

A inaugurare il cartellone scaligero, venerdì 4 maggio, sarà  monsignor Timothy Verdon, storico dell’arte sacra, Canonico del Duomo di Firenze e direttore del Museo dell’opera di quest’ultimo, che condurrà il pubblico in un viaggio nel futuro, attraverso la lettura di celebri immagini sacre, riconducibili al Giudizio Universale. Sempre il 4 maggio anche la testimonianza di Gregoire Ahongbonon, laico del Benin che dagli anni ’90 ha accolto oltre 60mila persone con problemi psichici, spezzando loro le catene di ferro in cui spesso venivano trovati.

Tra le proposte a cielo aperto, fiore all’occhiello dell’offerta scaligera, ci sarà l’apertura del nuovo itinerario del progetto Verona Minor Hierusalem: Rinascere dalla terra, Verona crocevia di storia, civiltà e cultura, di cui sarà dato un assaggio il 5 e il 6 maggio.  Sempre il 5 maggio l’antico Arco dei Gavi sarà protagonista di uno spettacolare lights show dal titolo Alla fine…era luce  a cura di Lucio Schiavon, artista e illustratore veneziano di fama, che per una notte trasformerà il monumento romano in uno stargate del futuro, una simbolica porta della speranza, proiettandovi un gioco di luci, colori, musica e parole dalla Genesi all’Apocalisse.

Verona darà quindi voce a una serie di questioni dal forte carattere interculturale, come nel dialogo sulla vita extraterrestre E se esistesse la vita aliena?, in programma il 5 maggio, tra il cosmologo Yves Gaspar e il gesuita e docente Andrea Vicini, che giungerà appositamente da Boston, per indagare una questione non di poco conto: se esistesse la vita aliena, come cambierebbe la concezione della Rivelazione cristiana e della redenzione?

Non mancherà poi un momento di ironia, riso e leggerezza, portati da Paolo Cevoli al Teatro Ristori il 5 maggio, nello spettacolo La Bibbia, guidato da un Dio “capocomico”. Nello stesso giorno saranno analizzate anche tematiche come lavoro, famiglia, innovazione, robotica, ambiente, sostenibilità, migrazione, crescita demografica, sicurezza, istruzione, salute, anzianità e denatalità insieme a Francesco Magagnino di TEDx Verona e Andrea Vaccaro, filosofo e teologo durante l’incontro Intelligenza artificiale-Quale futuro per noi umani? La fine dell’antropocene.

Imperdibile la mostra Giotto. La cappella degli Scrovegni – Padova, che sarò inaugurata il 20 aprile a San Pietro in Archivolto. Un progetto promosso da Associazione Rivela che coinvolgerà gli studenti dell’alternanza scuola lavoro nell’accoglienza dei visitatori per condurli dentro l’universo giottesco. La mostra, prodotta da Itaca, riproduce fotograficamente e fedelmente in scala 1:4 le immagini, delle pareti della cappella dopo i restauri del 2002.

Il cartellone veronese vede il contributo della Diocesi di Verona, il sostegno di Fondazione Cattolica e Fondazione Giorgio Zanotto nonchè Banco BPM, e tra gli altri Performance in Lighting, Progetto Arte Poli, Agsm, Amia, oltre a un comarketing di Edulife.