Oltre 60 mila alpini a Vittorio Veneto, 3500 da Verona

In occasione del centenario della Grande Guerra è andata in scena nel trevigiano l’adunata che ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari tra cui il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e una folta delegazione di primi cittadini e autorità veronesi. Dal consigliere provinciale Zeno Falzi, all’assessore del Comune di Verona Marco Padovani, fino all’ex sindaco Flavio Tosi.

La scelta di Vittorio Veneto come sede dell’adunata Alpini del Triveneto di ieri non è stata casuale. Proprio qui si combatté l’ultima sanguinosa battaglia che portò alla vittoria l’Esercito Italiano contro l’impero austroungarico nell’ottobre-novembre 1918 pagando un elevatissimo prezzo di vite umane da ambo gli schieramenti.

Proprio per celebrare questa ricorrenza, che cade nel centenario della Grande Guerra, oltre 60 mila alpini hanno invaso le vie del comune trevigiano.  Tra queste 3500 direttamente da Verona. Presente il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che ha dichiarato come «non ci possa essere Veneto senza alpini e alpini senza Veneto».

«La prima guerra mondiale ha fatto 1,24 milioni di morti italiani. Oggi, a distanza di 100 anni, Vittorio Veneto, luogo simbolo dell’ultima battaglia, ha ospitato gli alpini del triveneto – ha commentato su Facebook il consigliere provinciale Zeno Falzi – Una sfilata da pelle d’oca, un’accoglienza splendida».

Per il Comune di Verona ha partecipato alla sfilata l’assessore Marco Padovani. Assieme a loro anche i sindaci di Sant’Anna d’Alfaedo Raffaello Campostrini e di Erbezzo Lucio Campedelli.

Presenti anche Flavio Tosi e i consiglieri comunali di Verona Alberto Bozza e Patrizia Bisinella, la vicepresidente della Seconda circoscrizione di Verona Patrizia De Nardi.

«Siamo venuti a sostenere i nostri alpini veneti e veronesi anche in ottica della candidatura di Verona all’adunata nazionale del 2020» hanno detto Tosi e i suoi. «E’ una bellissima giornata di sole con tanta partecipazione e allegria. È un grande piacere condividerla con i nostri alpini, emblema di simpatia e valori e dello spirito unitario del nostro meraviglioso Paese».