“Hostaria”, il festival del vino veronese

L’associazione culturale omonima e il Comune di Verona hanno collaborato nella realizzazione di un grande evento della durata di tre giorni: nelle vie della città a essere protagonista assoluto è il vino veronese, in un festival che propone anche gastronomia e cultura.

L’autunno è la stagione della vendemmia e a Verona si affaccia un nuovo e grande evento. Si tratta di Hostaria: il Festival del Vino di Verona, manifestazione enologica della durata di tre giorni che si svolgerà nelle vie del centro città.

A organizzarlo, con la collaborazione del comune e con l’aiuto del main sponsor Conad, è l’associazione culturale Hostaria Verona, creata appositamente per sostenere l’iniziativa ma anche per creare un circuito di idee e competenze attorno al turismo del vino. Un turismo dal potenziale enorme per la provincia veronese, com’è risaputo grazie al successo di Vinitaly e come confermano pure i dati di prevendita di Hostaria. L’evento, che avrà come protagonista assoluto il vino veronese, già a fine settembre ha polverizzato oltre 7.000 dei 25.000 biglietti disponibili, di cui metà sono stati acquistati dall’estero.

L’idea, presentata un anno fa, è nata dai due soci Leonardo Rebonato ed Enrico Garnero, affiancati dal presidente di Hostaria Verona, Alessandro Medici. A parlarci dell’intento originario è Rebonato: «Il nostro desiderio era di mettere assieme per la prima volta tutti i vini di Verona. Negli ambienti istituzionali è piaciuto subito, tanto da far partire subito la macchina organizzativa».

Dopo dodici mesi di intenso lavoro, con alcune individualità coinvolte a tempo pieno e un centinaio di persone assoldate per i giorni dell’evento, il risultato è pronto. Un festival vero e proprio, che non si limita ai due percorsi tematici di degustazione accessibili con un unico biglietto, al coordinamento di quasi cento cantine, veronesi e non, e al coinvolgimento di cinquanta realtà della ristorazione del centro. Ingredienti saranno anche cultura, musica e arte, per coinvolgere il cittadino in un’ideale atmosfera di convivialità.

La chiara volontà è di dare alla luce una vera festa popolare, in cui la cultura del vino sia tratto identitario del cittadino veronese, come conferma il nostro interlocutore. «Vogliamo – continua Rebonato – che questo festival sia di tutti, non solo degli amanti del vino. Per questo abbiamo programmato eventi correlati aperti a tutti e voluto creare suggestioni in movimento lungo i percorsi, con artisti che gireranno senza punti fissi».

Il programma prevede anche due conferenze pubbliche a tema non enologico, con lo scrittore e guida alpina Mauro Corona e con il teologo Vito Mancuso, oltre a uno spazio bimbi in Piazza Erbe, la Baby Hostaria, animato dall’associazione Rido Ridò.

Chi vorrà ricevere qualcosa di più dal punto di vista enologico, poi, potrà partecipare a “Hostaria Experience“, entrando nel mondo del gusto e degli odori dei vini veronesi assieme ai sommelier di ONAV, Vipcellar e FISAR Verona.

La speranza degli organizzatori è che Hostaria diventi un appuntamento fisso dell’ottobre veronese. Chiude Rebonato: «È come costruire un grattacielo: all’inizio la fatica è tanta, ma dopo, se l’edificio è stato fatto bene, non rimane che fare una buona manutenzione di anno in anno per farlo funzionare al meglio».