Alternanza: «Sul piano razionale, credo che non si possa tornare indietro»

Così il provveditore agli Studi di Verona intervenuto ieri al il quarto focus dedicato al tema dell’ASL, organizzato dall’associazione Verona Network nella sede della CCIAA scaligera. L’intervento si colloca all’interno della discussione della mini-riforma sul tavolo dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che andrebbe a ridimensionare e di conseguenza a mutare l’alternanza così com’è stata impostata nell’ultimo triennio. Tra le proposte ministeriali il dimezzamento delle ore e dei fondi dedicati all’attività che scenderebbero da 100 a 50 milioni di euro.

L’incontro, a cui hanno partecipato, dirigenti scolastici, insegnanti e alcuni studenti, è stata occasione per tracciare un bilancio del primo triennio di obbligatorietà dello strumento didattico dell’alternanza scuola lavoro. Presenti all’evento Pietro Scola, direttore della Camera di Commercio di Verona, Albino Barresi, provveditore agli studi di Verona, Laura Parenti, referente provinciale delle attività ASL presso l’ufficio scolastico di Verona, Mario Bonini, coordinatore dei dirigenti scolastici e Daniela Galletta, coordinatrice della rete di scuole “Scuola e territorio: educare insieme”. Nella seconda parte del convegno sono stati presentati alcuni casi concreti e innovativi di alternanza scuola-lavoro come quello del Verona FabLab e del Megahub di Schio e del progetto AlternaLab finanziato da Fondazione Cariverona.

Ad aprire l’evento con i saluti istituzionali, il direttore della Camera di Commercio di Verona Pietro Scola che ha esordito dicendo: «Fin dall’inizio del progetto ho ritenuto che ci fosse da lavorare per aiutare i ragazzi ad entrare in società. A Verona c’è una grande attenzione verso questo tema, tante sono le persone, le istituzioni e i professori che collaborano per questa iniziativa. Ogni anno organizziamo la giornata dell’alternanza scuola-lavoro e cerchiamo di far sì che sia un’esperienza di valore».  Diverse sono le iniziative promosse dalla Camera di Commercio riguardanti il progetto di ASL in materia di sicurezza e ampliamento dell’offerta formativa. Oltre alla realizzazione di una piattaforma online che permette agli studenti di seguire un corso sulla sicurezza con rilascio di un attestato che ne certifica il superamento, strumento di cui si sono servite oltre 30 scuole veronesi, l’impegno della CCIAA è indirizzato nel trovare soluzioni efficienti per mettere in contatto scuole, imprese e camere di commercio di diverse città europee per facilitare l’organizzazione di esperienze di alternanza all’estero da offrire alle scuole locali.

Terminato l’intervento del direttore, ha preso la parola il neo provveditore agli studi di Verona Albino Barresi che, nonostante sia consapevole delle difficoltà messe in luce dal ministro Bussetti in termini di eterogeneità del territorio e delle relative imprese, ha sottolineato l’importanza dello strumento dell’alternanza scuola-lavoro nella formazione degli studenti:  «Benchè io venga da una realtà come quella della Calabria, dove le opportunità in termini di imprese sono radicalmente differente da quelle offerte sul territorio veronese, posso testimoniare che quella dell’alternanza scuola-lavoro è un’esperienza molto significativa per gli studenti. Ci possono essere diverse problematiche legate al tema dell’alternanza ma nonostante ciò posso garantire che è un elemento qualificante per le nostre scuole. L’alternanza va sistemata ma è qualificante. Sul piano razionale non credo si possa tornare indietro. In un territorio come Verona è innegabile una scelta come quella dell’alternanza che è la sola occasione di confronto che consente agli studenti, di uscire dalle mura fisiche dell’edificio scolastico. Qual è il senso dell’educazione? – ha concluso il provveditore agli studi – Quello dell’educere, del portar fuori. Abbiamo il compito di mettere gli studenti nella condizione di tirar fuori il meglio di sé e per farlo l’alternanza è una scelta obbligata».

A sostenere le parole del provveditore, i dati presentati da Laura Parenti, Referente provinciale delle attività ASL: «L’ufficio regionale ha preso in considerazione le risposte di 62 percorsi formativi del territorio. Dai dati emerge che la totalità delle scuole propone delle attività di formazione o di alternanza esterna alla scuola».

8498 le strutture/aziende veronesi che hanno ospitato i circa 16.000 studenti di classe terza e quarta nell’anno scolastico 2017/2018, in media due studenti per struttura senza contare gli studenti di quinta che, solitamente, non fanno esperienze esterne. Il totale studenti veronesi del triennio è stimato attorno alle 23.000-24.000 unità.

«Solo nove le scuole che dichiarano di aver avuto difficoltà nell’instaurare rapporti con l’azienda», ha spiegato Parenti sottolineando però che «Il miglioramento nel profitto è emerso chiaramente dalle analisi, anche sul piano della condotta. L’esperienza di ASL fa crescere gli studenti dal punto di vista umano, delle competenze e conoscenze e, nonostante si possa ancora migliorare in termini di qualità della progettazione e formazione dei professori, dalle scuole emerge la precisa volontà di portare avanti il progetto focalizzandosi su obbiettivi comuni. Non mancano le resistenze ma bisogna andare avanti, noi siamo fiduciosi e resilienti», ha concluso.

Concorde anche Mario Borini, coordinatore dei dirigenti scolastici, che ha testimoniato la propria esperienza in materia di ASL: «L’alternanza ha rappresentato un fattore rivoluzionario là dove la scuola era classicamente chiusa cioè nei licei. È stata una sfida importante: i dirigenti, supportati dai loro docenti, hanno lavorato duramente e così anche le famiglie che hanno collaborato. Ora abbiamo buoni risultati, c’è ancora strada da fare ma l’alternanza non si può mettere in discussione. Dobbiamo puntare sulla qualità e non usare formule di riempimento. Le ore, il tempo dei ragazzi deve essere di qualità».

«Cerchiamo di promuovere l’interazione educativa di docenti, studenti, imprese del territorio e famiglie» ha spiegato invece Daniela Galletta, coordinatrice del progetto “Scuola e territorio, educare insieme” che quest’anno ha organizzato più di 60 eventi formativi. «Le scuole della rete sono 44 più una scuola gemellata di Palermo – ha sottolineato – I numeri più interessanti sono quelle delle presenze: 6720 quelle degli studenti, 4450 gli adulti presenti in fascia serale e 1400 docenti presenti alle attività di aggiornamento per un totale di 11.900 presenze. Questa comunità educante cammina su questo territorio e lo fa perché crede nella mission dell’alternanza e nello spirito della gratuità».

Nella seconda parte del convegno sono stati presentati alcuni casi concreti e innovativi di alternanza scuola-lavoro tra cui il FabLab, il laboratorio sperimentale per l’innovazione dove macchia e competenze si intrecciano. Al suo interno vengono organizzati eventi formativi e sessioni pratiche rivolte a bambini dai 5 ai 14 anni ma anche studenti, startuppers, imprenditori e hobbisti.

Tra le opportunità offerte da FabLab quella di un orientamento professionale, quella di conoscere la tecnologia e la sharing economy e di sviluppare la capacità di team working.

All’interno di questa categoria rientra anche il Mega Hub di Schio nato dalle richieste dei ragazzi della zona di uno spazio di coworking artigianale.  Tra le iniziative di cui si è parlato ieri al convegno anche il progetto AlternaLab che mira, attraverso un percorso formativo e di project work aziendale, alla formazione di team multidisciplinari. Oggi sono 12 aziende del territorio aderenti al progetto e 300 gli studenti che saranno coinvolti nell’arco di due anni.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.