Disturbi dell’apprendimento: un progetto a misura di studente

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Presentato ieri il progetto il progetto Insieme per gli studenti con DSA dell’Est Veronese, l’iniziativa ideata dalla cooperativa sociale Monteverde di Badia Calavena e dal Centro servizi formativi San Gaetano di San Bonifacio per i sostenere i bambini con disturbi dell’apprendimento. Sei gli istituti coinvolti nel percorso che ha aiutato 25 bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado.

È un percorso dedicato ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado con disturbi dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) il progetto Insieme per gli studenti con DSA dell’Est Veronese, realizzato dalla cooperativa sociale Monteverde di Badia Calavena e dal Centro servizi formativi San Gaetano di San Bonifacio.

Il percorso, finanziato della Fondazione Cariverona e in sinergia con l’Ufficio scolastico territoriale, ha aiutato durante l’anno scolastico 2017/2018 25 bambini di sei istituti comprensivi della provincia tra cui: Caldiero, Colognola ai Colli, Lavagno, Tregnago, Soave e Monteforte d’Alpone.

Alla presentazione, che si è tenuta ieri all’Ufficio scolastico territoriale, hanno preso parte il dirigente dell’Ust Albino Barresi, il direttore del Csf San Gaetano Gabriele Poletti, i referenti della cooperativa sociale Monteverde e, in rappresentanza degli istituti scolastici, Donatella Mezzari (dirigente dell’IC di Caldiero e dell’IC di Colognola ai Colli) e Mariangela Anderloni (responsabile area DSA per l’IC di Tregnago-Badia Calavena).

Per affrontare con successo gli impegni scolastici, durante l’anno sono stati messi a disposizione degli alunni alcuni strumenti compensativi (ausili tecnologici come programmi di videoscrittura, sintesi vocale, ecc.). Grazie a una rete di 15 professioniste, coordinate dalla cooperativa Monteverde, a ogni studente con diagnosi di DSA è stato proposto un percorso strutturato in varie fasi. Da un lato, interventi individuali per padroneggiare meglio gli strumenti compensativi e maturare il metodo di studio; dall’altro, incontri in gruppi ristretti, per rielaborare le problematiche psico-emotive connesse ai DSA.

Stando ai questionari somministrati nel maggio scorso, per il 75% dei ragazzi il rapporto con la scuola è migliorato molto. Anche per i genitori il percorso si è rivelato proficuo, perché ha permesso loro di capire meglio la diagnosi e aiutare i figli a essere più autonomi nello studio.

«Di solito i guai cominciano con la prima classe primaria e alle difficoltà nell’apprendimento si associa il sentirsi diversi, meno bravi, meno capaci – spiega Alice Scala, psicologa della cooperativa sociale Monteverde, responsabile del progetto –. I bambini allora si difendono come possono: armandosi di autoironia o diventando silenziosissimi. La loro intelligenza spiccata dà il via a valutazioni come “è intelligente ma non si applica” e, se non si interviene in tempo, demotivazione e abbandono scolastico sono dietro l’angolo».