C’è un po’ di terra e un orizzonte, qui (in Lessinia) puoi vivere sempre

Alessandra viveva a Venezia. Ha lasciato i lagunari panorami per guardarne altri, dall’alto. A San Vitale,in Lessinia, con il suo amore Giovanni e con la loro azienda agricola che sceglie e risceglie il biologico con uno sguardo appassionato.

Le do appuntamento in un bar. Arrivo per prima e lo trovo chiuso (mi sono dimenticata che è lunedì). Allora le mando subito un messaggio, un sms, per sicurezza, non si sa mai che whatsapp non funzioni in mezzo all’altopiano, e la avviso che la aspetterò in un altro caffè. Arriviamo nel parcheggio più o meno contemporaneamente, solo che lei riesce ad entrare scaltramente nel locale mentre io scivolo tre volte sul ghiaccio, faccio cinque piroette e sette casqué, mentre sacramento tra me e me per non aver scelto delle scarpe più comode da indossare. Quando riesco ad infilare la porta, lei sta già per uscire. Ci incontriamo per un pelo. E per puro caso, perchè lei ha dimenticato a casa il cellulare e non ha visto il mio messaggio. Si è fermata solamente perchèle sembrava di aver individuato la mia macchina nel parcheggio (!). Ridiamo. Stupite e sollevate. E io penso a come il problem solving sia un talento prettamente femminile.

Ci portano il caffè e mentre mi racconta la sua storia non “stacca” nemmeno un attimo. Non si accorge nemmeno delle fettine di crostata al mirtillo che luccicano tra le tazzine. Il suo pensiero è appassionatamente concentrato a farmi capire come l’arrivo in Lessinia abbia permesso la realizzazione concreta dei suoi ideali, dei desideri che, fin da giovane, aveva per se stessa, per il suo avvenire e per quello del mondo in cui voleva vivere. Alessandra Brollo è nata 41 anni fa in un piccolo paese vicino a San Donà di Piave, dove l’orizzonte non conosce i sussulti delle vette e l’aria non è ancora pervasa dalla salsedine dell’Adriatico. E’ cresciuta in una famiglia di estrazione operaia insieme ai suoi quattro fratelli, in campagna, con galline e vigne che servivano esclusivamente al sostentamento della famiglia. Poi, negli anni ’90 si è iscritta a scienze politiche, a Padova, perchè i concetti di “bene comune” e di “responsabilità sociale” continuavano a solleticarle dentro e cominciava a percepire che facevano parte di lei tanto quanto braccia e gambe. A Padova avviene l’incontro della sua vita: Giovanni Guglielmini, veronese di San Vitale, piccola frazione del comune di Roverè, in Lessinia centrale, iscritto a scienze agrarie, più grande di lei di tre anni. Lui le racconta della sua passione per la terra e l’allevamento, le parla dell’azienda agricola di famiglia dove vuole comunque ritornare dopo aver imparato il più possibile di agricoltura e zootecnia. Lei, invece, gli rivela i suoi grandi ideali, e anche il desiderio di concretizzarli, di renderli vita e futuro.
Di lì a poco un altro incontro fondamentale: quello tra Alessandra e la realtà di Giovanni e della sua famiglia. Non le ci è voluto molto per capire che quelle colline ruvide che si inerpicavanono sempre più in alto tra faggeti e pascoli, sarebbero diventate la sua casa. Perchè “casa” per Alessandra è dove si condivide un sentire, dove si lavora insieme per realizzare un progetto che ha a che fare con un’etica condivisa, dove le scelte personali hanno ricadute positive non solo su se stessi ma anche sul mondo che ci circonda.

Dal 2009 l’allevamento convenzionale dell’attività di famiglia di Giovanni, destinato prevalentemente alla vendita del latte, è stato ripensato dalla giovane coppia ed è stato trasformato in un allevamento che produce carne biologica di pollo e bovino che viene lavorata e confezionata in azienda. Dal 2017 ricomincia la produzione di latte, conferito ad un caseificio della zona che con esso produce formaggi e mozzarelle bio. L’obiettivo è di dare inizio ad una catena virtuosa tra produzione e trasformazione che possa attrarre anche altre aziende della Lessinia.
Quello che, oggi, Alessandra e Giovanni sono riusciti a realizzare, sostenuti e aiutati dai suoceri Maria Rosa e Giulio (“persone molto intelligenti, a cui dobbiamo molto”), è la nascita di un piccolo microcosmo virtuoso basato sul rispetto per la natura (“un dono che dobbiamo utilizzare con attenzione, seguendo i suoi ritmi e le sue capacità”), per l’ambiente, per cui ad ogni mucca è riservato un certo quantitativo di terra che permetta il suo sostentamento e lo smaltimento dei suoi liquami, e sulla ricerca di uno stile di vita sostenibile, che persegue un equilibrio tra risorse e produzione. “Vogliamo una vita sobria, per noi e per i nostri figli”, mi dice Alessandra. “Desiderare di avere molto più di quello che è sufficiente per vivere dignitosamente, significa togliere risorse agli altri e creare uno squilibrio nella ripartizione della ricchezza”, sottolinea. “Come consumatori“ aggiunge Alessandra, “ partecipiamo al Gas (gruppo di acquisto solidale) della Lessinia, per sostenere i produttori della zona o, quando non è possibile, le aziende che lavorano con responsabilità. Ci incontriamo ogni mese a Bosco Chiesanuova e cerchiamo nuove famiglie motivate”.
Oltre a questo, e Alessandra lo sottolinea diverse volte, il loro è un contesto dove ci si vuole bene, dove i clienti e i collaboratori sono amici, dove la fiducia è alla base di ogni relazione, anche di lavoro.  Il tempo a disposizione è agli sgoccioli, suo figlio Marco ha finito la lezione di pianoforte e deve andare a prenderlo. Le chiedo dei suoi bimbi (oltre a Marco, 11 anni, ci sono Alberto, 7, e Giulio, 3) e lei si illumina. Mi dice: “A me sembra che non starebbero così bene in nessun’altra parte del mondo” . E a me vien da dire che se realtà come questa riuscissero a farsi sentire dalle nuove generazioni, con il pensiero che hanno dentro, che nasce dal desiderio di migliorare il pianeta, e si concretizza in scelte individuali responsabili quotidiane, forse il mondo ritroverebbe un po’ di pace e di purezza.

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