Cansignorio e i cinque pioli che non avete notato

La visita alle Arche Scaligere è una tappa fissa nei tour delle migliaia di turisti che ogni giorno affollano il nostro centro storico. Questo capolavoro gotico, testimone del passato glorioso della casata degli Scaligeri, ospita le tombe di tre illustri Signori: Cangrande della Scala (1291 – 1321), Mastino II (1308 – 1351) e Cansignorio (1340 – 1375).

Opere imponenti che rapiscono lo sguardo e la curiosità, tanto da far passare inosservate ai più le differenze dei ricami presenti sulle cancellate che le cingono. Un dettaglio questo che anche ai molti concittadini è sicuramente sfuggito.

C’è una differenza e non di poco conto. Guardando con attenzione, infatti, si può notare come la scala riprodotta sulla recinzione di Mastino II sia diversa da quella presente sull’inferriata di Cansignorio; sulla prima i pioli riportati al suo interno sono quattro, sulla seconda invece sono cinque. Per quale motivo Cansignorio ha voluto aggiungere un piolo al simbolo della casata? La teoria più accreditata vorrebbe un ambizioso Cansignorio intento ad innalzare il prestigio della sua Signoria così da farla crescere al pari delle sue mire (vedasi il motto “ad summa per gradus”) e per ammonire inoltre i suoi successori a non scendere e fermarsi (“nec descendere, nec morari”).

Una vera e propria ossessione per il Signore di Verona, visto che sul letto di morte ordinò di assassinare suo fratello rinchiuso in prigione (l’altro fratello, l’aveva già ammazzato) in modo da poter garantire la successione del suo regno ai figli di quindici e tredici anni, Bartolomeo e Antonio. Cansignorio era ben consapevole che questa sua ultima volontà lo avrebbe perseguitato anche dopo la morte, come solo le maledizioni sanno fare; e visto che la mela non cade lontano dall’albero, qualche anno dopo Antonio uccise il fratello per diventare l’unico Signore di Verona. Purtroppo anche l’ultimo, visto che dovette fuggire a Venezia incalzato dai Visconti. Terminò così l’epopea scaligera. Chissà se il buon Cansignorio, una volta saputo, si rotolò nella tomba.