“Bater marso”: così arriva la primavera

Per risvegliarsi dal letargo e dal torpore dell’inverno, gli ultimi giorni di febbraio, si usava scendere nelle piazze con lamiere, tamburi e bidoni per “suonarli”. Il rumore serviva a svegliare la bella stagione.

Letteralmente significa battere marzo ed è un’usanza antichissima usata in Veneto per “risvegliare” l’anno nuovo, che fino al 153 a.C., anno di adozione del calendario giuliano, iniziava nel mese di marzo. Il “Capodanno veneto”, come viene chiamato nella regione, è conosciuto con diversi nomi: ciamar marso, brusar marso; In particolare a San Giovanni Lupatoto, dove questa festa tradizionale viene rievocata da ormai 24 anni, si celebrerà il bater marso mercoledì 28 febbraio.

L’evento, organizzato dalla Pro Loco di San Giovanni Lupatoto, col supporto del Gruppo Scout, dei Circoli Noi delle Parrocchie di San Giovanni Battista e di Pozzo, e col patrocinio e la collaborazione del Comune di San Giovanni Lupatoto, si rifà alla tradizione tramandata negli anni dalla Serenissima Repubblica di Venezia, dove i giovani festeggiavano la fine dell’inverno gli ultimi giorni di febbraio “battendo” i bandoti: bidoni, lamiere e qualunque cosa potesse far rumore. La primavera si svegliava così.

Il programma della manifestazione prevede la partecipazione di quattro cortei di “batitori di bandoti”: il Corteo del Posso, il Corteo della Ponta, il Corteo del Corno e il Corteo della Vetraria. I gruppi partiranno da zone diverse a partire dalle 19.15 e arriveranno insieme in Piazza Umberto I° alle 20. Lì la comunità potrà partecipare al gioco  (purché dotati degli “strumenti” necessari). Ad accogliere i cortei vi sarà anche il Gruppo Percussionistico. Infine il “bandoto” più originale e rumoroso verrà premiato e per festeggiare sarà offerto un rinfresco con bevande calde e dolci.

In caso di maltempo la manifestazione si sposterà nell’auditorium delle scuole “G. Marconi” in via Ugo Foscolo, 3.