Abbattere le barriere, a colpi di ciak

S’intitola “Vorrei ma non posso” il documentario, realizzato dalla giornalista Alessia Bottone, che fotografa la situazione dell’accessibilità a Verona: un giro di ricognizione tra i luoghi più famosi della città, ma anche tra i pregiudizi della gente e le difficoltà che le persone disabili devono affrontare ogni giorno.

«Venti minuti di documentario non basteranno mai per capire che le barriere architettoniche sono, prima di tutto, barriere culturali». Ma le sfide difficili non hanno mai spaventato Alessia Bottone, giornalista, blogger e scrittrice veronese, che ha deciso di provarci lo stesso, a cambiare le cose. Vincitrice del bando “Premio per giovani giornalisti in memoria di Massimiliano Goattin”, stanziato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto per sostenere il talento dei più giovani, Alessia ha avuto così la possibilità di dedicarsi a un tema difficile ma sempre importante.
Dopo le prime ricerche, entra in contatto con Valentina Bazzani, giornalista veronese e autrice del libro Quattro ruote e tacco 12: il punto di vista di Valentina, in sedia a rotelle dall’età di dodici anni, diventa fondamentale per il lavoro di Alessia, che decide così di realizzare un documentario per fare il punto della situazione sull’accessibilità a Verona.

Grazie al contributo finanziario del Premio Goattin, Alessia assume una videomaker, Elettra Bertucco: il team si è dedicato nei mesi scorsi a scandagliare tutto il territorio per scoprire le cose che funzionano (e quelle che hanno bisogno di essere sistemate) in termini di accessibilità. «All’inizio volevamo fare una sorta di “giro di ricognizione” per il centro e i quartieri della città, vedere qual era la situazione; – ci spiega Valentina – ma allo stesso tempo volevo realizzare qualcosa di diverso da quello che era già stato fatto: sono state realizzate, infatti, diverse inchieste riguardo a questo tema, che si sono concentrate soprattutto sull’accesso agli edifici pubblici (scuole, uffici, musei, etc…) oppure ai servizi come i bus o i treni. Ma secondo me era stata lasciata fuori una grande fetta di servizi per quando riguarda l’accesso ai disabili».

Così, il lavoro del team tutto al femminile da semplice “passeggiata” per le vie veronesi, si è trasformato in qualcosa di più: interviste, consulenze, opinioni di esperti raccolte nel corso dei mesi da Alessia e Valentina e impresse sullo schermo da Elettra. Un viaggio sì tra i vicoli della città ma, soprattutto, tra i pregiudizi delle persone, i paradossi legislativi, le difficoltà economiche ma non solo. Ne è nato “Vorrei ma non posso”, un documentario di circa 30 minuti che verrà presentato il prossimo 27 settembre nella Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia: a presentarlo ci saranno, oltre alle due giornaliste protagoniste del progetto, Nicoletta Fattori, anima e ideatrice di Dismappa, il progetto che dal 2012 mappa i luoghi accessibili per persone disabili a Verona, l’assessora all’Urbanistica Ilaria Segala e un rappresentante di A.n.m.i.c. Verona.
Sul contenuto del documentario Alessia non si sbilancia troppo, preferisce lasciare tutte le sorprese per la prima, ma di una cosa è certa: «Vorrei che questo documentario riuscisse a entrare nel cuore delle persone, mi piacerebbe che chi lo guarda abbia la possibilità di vedere il mondo come lo vedono, tutti i giorni, le persone disabili».

 

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