Lavori a Veronetta: le voci di chi affronta il cantiere
di Alessandro Bonfante
Il maxi cantiere di Veronetta, che durerà circa 14 mesi, è partito da quasi due settimane. Via XX Settembre, non può essere percorsa interamente da auto e bus, che si sono spostati su via Torbido. Con conseguenze sulla viabilità fra ponte Aleardi e porta Vescovo.
Anche la vitalità del quartiere Veronetta potrebbe risentirne, e si discute di possibili soluzioni. È questo il tema di approfondimento di cui parliamo in questa nuova puntata di “In tema con Daily”.
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Nel video ci sono le interviste alla consigliera di Prima Circoscrizione Luisa Sartori e ad alcuni esercenti della zona: Roberto Vicenzoni, Matteo Bolesani e Roberta Lavagnoli.
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Il cantiere
Giovedì 6 marzo è iniziato il maxi-cantiere di Veronetta. In vista dell’arrivo del filobus, si lavora a un completo rinnovo di marciapiedi, strade, fognature e sottoservizi: lavorano in contemporanea V-reti, Acque Veronesi e Amt3.
Nella prima fase il cantiere interessa un tratto di via San Paolo e la prima parte di via XX Settembre, ma dell’organizzazione dei lavori abbiamo già parlato in una precedente puntata. Oggi invece vediamo come sta andando con gli effetti collaterali, e quindi la viabilità e la vitalità del quartiere.
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Viabilità
I primi giorni sono stati abbastanza complessi, e sono serviti a Polizia Locale e amministrazione per mettere a punto i tempi semaforici degli incroci modificati e capire quali sono i punti più critici.
Ha fatto scalpore il video che abbiamo pubblicato delle code su via Torbido alle 2 del pomeriggio: bisogna dire che questa è da sempre una strada soggetta a code, ma non c’è dubbio che la situazione sia almeno in parte peggiorata.
Anche Ponte Aleardi nei primi giorni ha creato qualche confusione. Ricordiamo che in uscita dal centro storico, verso via Torbido, il transito è consentito solo a mezzi pubblici, moto e bici.

La vitalità del quartiere
Altro grande tema è quello della vitalità di un quartiere che vede chiusa la sua arteria principale.
Alcuni commercianti non hanno voluto rispondere alle nostre domande, mentre altri ci hanno parlato fuori microfono e si sono mostrati piuttosto preoccupati. La titolare di un negozio di alimentari della zona, che già stava valutando di vendere l’attività, ora si è convinta del tutto. I più colpiti sembrano essere bar, edicole, negozi di casalinghi.
A soffrire infatti sono soprattutto i negozi che beneficiano del flusso di persone in questa zona così vicina al centro, all’università e a uno snodo come porta Vescovo. Anche l’assenza degli autobus si fa sentire, perché oltre a smog e rumore portano anche molte persone.
Altri esercizi commerciali invece per ora non hanno accusato grossi colpi, come la macelleria che abbiamo visitato (intervista nel video). D’altra parte è un tipo di negozio che tende ad avere clientela affezionata, più che passanti occasionali.
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