Collettore del Garda, Verona fatica a fare sistema
di Alessandro Bonfante
C’è preoccupazione in riva al lago di Garda: mancano ancora buona parte dei finanziamenti per completare il collettore fognario, un’opera da rinnovare e non più rimandabile. Dopo l’annuncio di 100 milioni dal ministero dell’Ambiente, che poi sono diventati 22, Azienda Gardesana Servizi, e una ventina di sindaci della sponda veronese negli scorsi giorni si sono trovati nella sede della Provincia per fare il punto, alla presenza di quasi tutti i parlamentari ed europarlamentari veronesi.
Verona sembra fare fatica a incidere, a “fare sistema” quando si parla di grandi opere. Il collettore del Garda ne è un esempio. È questo il tema di approfondimento di cui parliamo in questa nuova puntata di “In tema con Daily”.
Guarda la puntata dedicata al collettore del Garda
L’annuncio del ministro Pichetto Fratin
Lo scorso 3 febbraio il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin ha annunciato l’intenzione di stanziare 100 milioni di euro per il Collettore del Garda. Il ministro è stato ad Affi per inaugurare il nuovo depuratore, e poi a Bardolino per incontrare i sindaci del territorio. In quell’occasione era arrivato l’annuncio.
«Sappiamo che mancano le risorse, per questo ho previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), destinati alle opere necessarie», aveva detto il ministro.
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Cos’è il collettore?
Il collettore del lago di Garda, realizzato negli anni ’70, ha il compito di raccogliere i reflui civili provenienti dai Comuni che si affacciano sul lago e da alcuni comuni dell’entroterra. Questi reflui vengono trasportati fino al grande impianto di depurazione di Peschiera del Garda, dove subiscono un processo di depurazione. Solo dopo questa purificazione, le acque vengono restituite all’ambiente, concludendo così il ciclo idrico integrato.
L’infrastruttura è al termine della sua vita utile e presenta diverse criticità idrauliche, ambientali e strutturali. È quindi necessario procedere con la riqualificazione e il potenziamento per proteggere l’area del Benaco a vantaggio delle generazioni future.
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La mobilitazione di Ags e sindaci del lago
L’incontro di lunedì 24 febbraio nella sede della Provincia di Verona è stato convocato da Ags-Azienda Gardesana Servizi, la multiutility che si occupa dei servizi idrici di 20 comuni del lago, e dal sindaco di Bardolino Daniele Bertasi, che si è fatto portavoce dei colleghi.
Presenti anche buona parte dei parlamentari ed europarlamentari veronesi, per quello che è stato un confronto anche piuttosto franco su quanto successo. Di seguito il servizio di lunedì.
I costi e i fondi mancanti


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Sistema Verona
Insomma, un “sistema Verona” che tutto sommato sembra arrancare sulle grandi opere. Con il collettore si cercano da anni fondi per concludere l’opera e periodicamente si registrano appelli a un’unità di intenti che sembra far fatica ad andare oltre le parole.
Il sindaco di Bardolino cerca di essere ottimista per quest’opera fondamentale per il territorio gardesano. Ovviamente ci auguriamo di tornare presto su questo tema con buone notizie da darvi.
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