Verso Lazio-Hellas, Juric: «Periodo intenso, daremo il massimo»

Nell'undicesima partita di campionato, l'Hellas affronta nell'anticipo del sabato sera, la Lazio all'Olimpico. Una gara che dà inizio a un periodo molto intenso per la squadra. «Avremo quattro partite in dodici giorni, impegni fondamentali per il nostro cammino in campionato» commenta il tecnico Juric in conferenza stampa.

Alla vigilia della gara contro la Lazio all’Olimpico di Roma in programma domani sera alle 20.45, il tecnico dell’Hellas Verona, Ivan Juric, ha commentato il momento della sua squadra, reduce da due risultati utili consecutivi contro Cagliari e Atalanta.

Comincia un periodo intenso per le squadre che, prima di Natale, avranno un calendario molto fitto. «Avremo quattro partite in dodici giorni ma sarà così per tutte le squadre. Saranno impegni fondamentali per il nostro cammino in campionato, i nostri giocatori non sono abituati a giocare ogni tre giorni, ma ciononostante daremo il massimo in ogni partita».

«La Lazio è una squadra molto forte, che qualche giorno fa si è qualificata agli ottavi di Champions, e le faccio i miei più sinceri complimenti. Inzaghi dispone di veri top player, che giocano assieme ormai da anni, e lo fanno bene, con grande intensità e buona organizzazione» commenta. «Anche dall’esterno si vede che vanno d’accordo e che il loro è un sistema che funziona. Rispetto a Lazio-Verona della scorsa stagione, terminato in un pareggio, ero molto felice, perché loro stavano davvero bene e lottavano per lo Scudetto. Quel match mi ha dato la consapevolezza che avevamo la possibilità di potercela giocarcela con tutti. Quest’anno è diverso. Ma il nostro spirito non cambierà».

Qualche cambiamento nella formazione. «Veloso ha recuperato e ha fatto delle ottime partite, giocherà dal primo minuto anche domani sera. Ilić, invece, deve farsi trovare pronto, perché torneremo ad aver bisogno di lui. In mezzo al campo, fra i giocatori attualmente disponibili, possono giocare anche Tamèze e Barak. Farò le mie valutazioni, poi sceglierò chi schierare» prosegue. «Colley si esprime al massimo nella posizione di Zaccagni e, ogni qualvolta è stato chiamato in causa, ha fatto delle buonissime prestazioni. Ha le qualità e la testa giusta per poter crescere e far bene».

«Kalinić ha bisogno di ancora un po’ di tempo prima poter tornare, mentre Günter è tornato ad allenarsi e sarà convocato. Salcedo è molto competitivo e ha uno stacco incredibile. È cresciuto tanto anche nella partecipazione al gioco d’assieme. Insomma, sta maturando» continua. «Magnani e Lovato sono recuperati, c’è Dawidowicz che sta bene e anche lui è un’opzione. In attacco abbiamo fatto tante cose buone, significa che stiamo lavorando bene. Il gol non è un problema, la testimonianza di questo è la partita contro il Cagliari, nella quale abbiamo creato molte occasioni da rete».

Molta soddisfazione per il premio AIC a Zaccagni. «Sono felicissimo per lui, perché – come ha detto il nostro Presidente – è stata la dimostrazione che con il lavoro e con il sacrifico si possono raggiungere grandi obiettivi. Mattia non deve però accontentarsi e deve anzi proseguire nel suo percorso di crescita» commenta.

«Il mio rapporto col Presidente è ottimo, ci confrontiamo e parliamo sempre con grande serenità. Per quanto riguarda il mercato di gennaio ne abbiamo un po’ parlato, ne riparleremo, anche se adesso l’attenzione è rivolta quasi esclusivamente al campo. Di certo c’è che siamo un bel gruppo e che non vedo motivi per fare grandi cambiamenti» prosegue parlando del suo rapporto con il presidente. «Qui a Verona, l’ambiente è ideale per fare calcio, il Club è cresciuto molto rispetto alla scorsa stagione, colmando le lacune che si erano qui e là evidenziate. Si fa così, se si vuole crescere».

Per quanto riguarda il discorso Europa, Juric chiama prudenza. «Sono solo realista. Conosco la nostra dimensione, la qualità delle altre squadre e le nostre potenzialità. Ed è per questo motivo che ribadisco ancora che il nostro obiettivo è e rimane la salvezza. Sono contento per i punti che abbiamo in classifica, ma commetteremmo un grave errore qualora abbassassimo la guardia».