Verona Rugby addio: finisce il sogno della presidente Vittadello

Redazione

| 26/02/2026
«Sin dall’inizio, non sono mancati attacchi e ostilità, talvolta anche personali» scrive in una lettera aperta Raffaella Vittadello, annunciando la chiusura del progetto sportivo.

Raffaella Vittadello, presidente del Verona Rugby, ha annunciato la fine del suo progetto sportivo. In una lettera aperta indirizzata a famiglie, tifosi e collaboratori, la numero uno della società ha confermato che il percorso si concluderà ufficialmente al termine della stagione sportiva 2025/2026.

La sua storia e il suo entusiasmo con la palla ovale erano state raccontate dal nostro mensile Pantheon nel 2018: le avevamo dedicato anche la copertina del giornale.

Secondo quanto dichiarato da Vittadello, la scelta non è stata improvvisa ma è maturata dopo anni di impegno quotidiano. L’obiettivo della proprietà era costruire un modello alternativo nel panorama nazionale, puntando sulla crescita dei giovani e sulla dignità professionale degli atleti.

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La presidente ha tuttavia lamentato una cronica mancanza di supporto esterno e un isolamento istituzionale. «Troppo spesso abbiamo incontrato ostacoli, resistenze e silenzi» scrive Vittadello. Le critiche riguardano anche il contesto locale, dove la dirigente riferisce di aver subito attacchi e ostilità, talvolta anche personali.

Nella lettera, Vittadello descrive la situazione attuale come una battaglia impossibile: «Non è più possibile continuare a lottare contro i mulini a vento. E sento, con lucidità, che per me non vale più la pena proseguire in questo modo».

Nonostante la decisione della chiusura, la presidente si dice orgogliosa del lavoro svolto dallo staff e del percorso di maturazione dei ragazzi dell’Academy. L’attività del club proseguirà regolarmente per garantire il completamento del ciclo sportivo previsto. La proprietà ha assicurato la propria presenza e il supporto a tutti i tesserati fino alla scadenza annunciata nel 2026.

L’auspicio finale espresso nella lettera è che questa drastica scelta possa servire da stimolo per una riflessione profonda sul futuro del rugby italiano. In particolare, Vittadello invita a valutare quanto spazio venga realmente concesso ai progetti fondati esclusivamente sulla competenza e sul merito.

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La lettera aperta della presidente del Verona Rugby Raffaella Vittadello

Care famiglie, tifosi, tecnici, collaboratori, e a tutti i tesserati del nostro club,

scrivo queste righe con grande senso di responsabilità e con la sincerità che vi devo.

Ho deciso che non andrò avanti con questo progetto e che, al termine della stagione sportiva 2025/2026, il club chiuderà il proprio percorso.

È una decisione che non arriva all’improvviso, né a cuor leggero. Arriva dopo anni di lavoro, di impegno quotidiano, di tentativi concreti di costruire qualcosa di diverso nel panorama rugbistico italiano: un modello che mettesse davvero al centro il merito, la crescita dei giovani, la qualità delle strutture, delle competenze e dello staff, e la dignità del lavoro degli atleti.

Quando ho iniziato questo cammino, l’idea era chiara: creare un modello alternativo rispetto a quello che io stessa avevo trovato, un modello in grado di dare possibilità anche a quei ragazzi che non venivano intercettati dai canali federali e creare per loro una prospettiva professionale concreta.

In questi anni abbiamo investito energie, professionalità e visione. Abbiamo costruito un ambiente serio, esigente, formativo. Abbiamo lavorato per essere un club virtuoso, non solo nei risultati ma nel metodo: nella struttura, nell’organizzazione, nello staff, nella cura del percorso dei giovani verso la prima squadra.

Eppure, questo sforzo non ha trovato il sostegno che sarebbe stato necessario per poter crescere e consolidarsi. Abbiamo spesso dovuto lavorare in isolamento, senza un reale riconoscimento della bontà del modello e senza un appoggio concreto da parte di chi avrebbe potuto valorizzarlo e integrarlo nel sistema. Anzi, troppo spesso abbiamo incontrato ostacoli, resistenze e silenzi.

È stato difficilissimo operare a tutti i livelli in un contesto che, invece di accompagnare un’idea fondata sul merito, ha finito per contrastarla. Anche sul territorio, sin dall’inizio, non sono mancati attacchi e ostilità, talvolta anche personali. E questo ha reso ancora più evidente quanto, troppo spesso, la meritocrazia resti una parola più che una pratica.

Nonostante tutto, quello che abbiamo costruito dentro il club ha avuto un valore enorme. E di questo sono profondamente orgogliosa.

Sono orgogliosa del mio staff, che ha lavorato con competenza, dedizione e coraggio per far crescere i ragazzi e metterli nelle condizioni di arrivare pronti, maturi, consapevoli. È questo che mi ha dato gioia in tutti questi anni. È questo il senso più vero di ciò che abbiamo fatto.

Per questo voglio dirlo con chiarezza: la chiusura del club non cancella il valore del percorso fatto. Non cancella ciò che ognuno di voi ha dato. Non cancella il significato di questo progetto.

Ci tengo a precisare, onde evitare possibili errate interpretazioni, che questa è una scelta dolorosa, in quanto non è più possibile continuare a lottare contro i mulini a vento. E sento, con lucidità, che per me non vale più la pena proseguire in questo modo.

Vi chiedo scusa. So che per molti di voi sarà difficile capire fino in fondo questa scelta, e comprendo l’amarezza che può portare con sé. Ma vi assicuro che è una decisione maturata con serietà, dopo aver valutato a lungo cosa fosse giusto fare.

Allo stesso tempo, voglio dirvi una cosa importante: vi accompagnerò fino alla fine, perché questo è il mio ruolo, ed è un impegno che intendo onorare con rispetto e presenza, insieme a voi.

Il mio sogno, oggi, si interrompe. Ma il vostro no.

Porterete con voi il lavoro fatto, gli insegnamenti ricevuti, le relazioni costruite, la cultura del sacrificio e della responsabilità che abbiamo cercato di trasmettere ogni giorno. E sono convinta che tutto questo resterà un pezzo importante del vostro cammino, sportivo e umano.

Spero davvero che questa scelta, forte come lo è stata la nascita di questo club e della sua Academy, possa diventare un segnale. Un impulso a cambiare. Un invito a riflettere su quale rugby vogliamo costruire per i giovani, e su quanto spazio siamo davvero disposti a dare a progetti fondati sul lavoro, sulle competenze e sul merito.

A tutti voi va il mio grazie più sincero: per la fiducia, per la fatica condivisa, per la passione, per la serietà con cui avete abitato questo progetto.

Grazie di tutto.

Con affetto e rispetto,

La Presidente

Raffaella Vittadello

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