Verona Rugby Academy, quando lo sport non si ferma

Sono ripresi gli allenamenti al Payanini Center per la Verona Rugby Academy. Positiva la reazione dei giovani rugbisti e degli allenatori, che si preparano alla presentazione ufficiale del nuovo anno accademico prevista per il 31 agosto.

Un’estate particolare quella della Verona Rugby Academy che ha visto i ragazzi recuperare i mesi persi a causa dell’emergenza sanitaria in atto. Dai primi di giugno gli atleti e le atlete sono tornati nei campi del Payanini Center per rimettere gli scarpini. Non è stato facile per lo staff programmare un’estate così incerta e con regole diverse che, tuttavia, hanno dato l’opportunità di tornare al rugby quasi nella sua completezza. 

«Volevamo dare l’opportunità ai ragazzi di recuperare il lavoro perso in quarantena – commenta il Direttore dell’Academy Zane Ansell -. Vogliamo che i nostri atleti si sentano pronti all’inizio del nuovo anno accademico programmato per il 1° settembre». 

Dalle prime complesse settimane, fino al sì regionale e federale per gli sport di contatto, lo staff ha elaborato un programma estivo denominato “Bread and Butter” nel quale, tramite una similitudine con il carrello della spesa, ci si è voluti focalizzare su quei “prodotti” essenziali che ogni rugbista dovrebbe avere. «Il programma si basa sui cinque pilastri della nostra Academy – spiega Greg Sinclair, Vice Direttore e Skills Coach – con l’inserimento di un lavoro fisico studiato ad hoc per questa estate. Lo staff tecnico ha scelto tre skills di base che vengono allenate in maniera progressiva nelle nove settimane arrivando a superare i 650 minuti di lavoro per singola skill».

Un progetto che è servito anche agli stessi ideatori perché anche allenare tutto il giorno 5 giorni a settimana in questa situazione particolare porta i suoi frutti. «L’opportunità di ricominciare è stata stupenda sia per noi (allenatori) che per i ragazzi – spiega Michele Corso, Coach dell’Academy e Specialista dei Trequarti -. Per noi coach le limitazioni sono state anche dei motivi di crescita: abbiamo dovuto pensare ed organizzare degli allenamenti che prima di tutto fossero in linea con le normative, ripartendo dalle basi con alte ripetizioni focalizzandosi bene sul gesto tecnico, questa è stata la nostra priorità. Indubbiamente è stata un’ottima occasione di crescita, perché abbiamo dovuto vedere il rugby da una prospettiva decisamente insolita vista la situazione in cui ci siamo trovati». 

Ruolo importante è stato dato alla preparazione fisica, in quanto i ragazzi sono tornati a lavorare in modo intensivo sul proprio corpo dopo mesi di lezioni a distanza e l’impossibilità di allenarsi come facevano prima. I preparatori fisici, Alessandro Girelli e Irene Guerriero Barbi, hanno dunque elaborato un programma di nove settimane di lavoro con un’estrema variabilità di proposte per non sovraccaricare gli atleti su un singolo aspetto.

Sono state inserite sedute sulla forza, sul rinforzo delle strutture articolari e miotendinee, sulla tecnica di pesistica e sul lavoro atletico in campo. Un’estate studiata e progettata nei dettagli per aiutare gli atleti non solo a recuperare i mesi perduti, ma per crescere e sfruttare questo momento al meglio. «Questi mesi estivi sono stati molto diversi dal solito off-season delle stagioni precedenti – commenta Alessandro Girelli. Abbiamo avuto la possibilità di seguire i ragazzi con una programmazione di due sedute giornaliere, il che ha dato una grossa spinta in avanti all’aspetto fisico degli atleti, sia dal punto di vista prestazionale che strutturale. Le sedute di atletica inoltre ci hanno permesso di fare passi avanti nel lavoro di corsa, cosa che solitamente non avviene nella fase estiva». 

«I ragazzi hanno risposto bene, nonostante il caldo, ai lavori specifici su agilità, destrezza e reattività – prosegue Irene Guerriero Barbi -. Il lavoro in campo ha avuto l’obiettivo di riprendere e approfondire gli elementi migliorativi della corsa, mentre le sedute di mobilità così come il lavoro sul core stability, hanno permesso agli atleti di focalizzare esercizi specifici in maniera individuale e farli propri. In generale, è stato elaborato un lavoro a 360° sull’aspetto fisico dell’atleta».

«La possibilità di cominciare prima di tutti ci farà guadagnare tempo rispetto alle altre squadre – commenta Michele Rizzo, dello staff tecnico, con un occhio rivolto già alla stagione 2020/21 -. I ragazzi sono cresciuti molto, sia dal punto di vista rugbistico che personale. Spero capiscano la fortuna che hanno; allenarsi in un Club che investe così tanto sui giovani è più unico che raro». 

«Dopo il primo anno posso dire che è un lavoro molto impegnativo, che ti coinvolge sotto tanti punti di vista – commenta Michele Mortali, manager dell’accademia e giocatore del First XV Verona Rugby -. L’altro lato della medaglia è una grande crescita personale e anche grande soddisfazione nel vedere crescere i ragazzi, ai quali mi sono affezionato! Non è sempre semplice essere il Manager dell’Academy, ci sono tantissime esigenze diverse. Bisogna essere bravi a pensare come gli atleti che hanno pur sempre 15-18 anni e spesso anche come i loro genitori. Sono certo che si porteranno questa esperienza nel cuore e che sia una tappa molto importante per la loro crescita personale sia sportiva che umana».

Ultime settimane di lavoro al Payanini Center e poi una meritata pausa per ricaricare le energie e tornare pronti lunedì 31 agosto con la presentazione ufficiale del nuovo anno accademico dove i veterani dell’Academy incontreranno e conosceranno i nuovi compagni selezionati duranti i test d’ammissione svolti a giugno e luglio.