Verona e l’eredità delle Paralimpiadi: l’incontro a “Casa Verona”
Redazione
Verona guarda non solo alle Olimpiadi, ma anche alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e parte dallo sport come leva di inclusione, cultura e cambiamento. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Paralimpiadi: grande sport, un’importante opportunità di inclusione”, ospitato oggi, 3 febbraio, a Casa Verona, all’Arsenale, e condotto dalla giornalista Mariangela Bonfanti.
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Un appuntamento che ha messo insieme atleti, mondo sanitario, università e associazioni, in vista di un evento simbolico: il 6 marzo la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano Cortina si terrà nella storica Arena di Verona.
Tra i protagonisti del pomeriggio, l’atleta veronese Federico Crosara, reduce dall’esperienza paralimpica di Parigi 2024. «Gareggiare davanti a migliaia di persone è un’emozione difficile da spiegare – ha raccontato ai nostri microfoni – soprattutto per chi pratica sport paralimpico e non è abituato a un pubblico così vasto. È qualcosa di fortissimo, che va anche imparato a gestire».
Per Crosara, ospitare le Paralimpiadi nella propria città è motivo di orgoglio, ma anche di responsabilità. «Verona potrà toccare con mano cosa significa organizzare eventi davvero accessibili. Questo aiuterà a far crescere una cultura dell’accessibilità che è fondamentale, soprattutto per una città turistica come la nostra».
Un tema, quello della legacy, tornato più volte durante l’incontro. Non solo infrastrutture, come il nuovo ascensore all’Arena – impensabile fino a pochi anni fa – ma anche un’eredità culturale. «Chi assisterà agli eventi paralimpici ne uscirà arricchito – ha spiegato Crosara – e questo contribuirà ad abbattere barriere che non dovrebbero più esistere».
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A portare uno sguardo internazionale e una memoria storica delle Paralimpiadi è stata Francesca Porcellato, leggenda dello sport italiano e oggi ambassador e membro del board di Milano Cortina 2026. «Vederle arrivare qui, così vicine, è emozionantissimo. Le ho viste nascere: ero a Losanna per la candidatura e ho raccontato l’Italia e le sue eccellenze ai membri del CIO».
Porcellato ha ricordato come uno dei punti di forza della candidatura italiana sia stata l’idea di un’Olimpiade e Paralimpiade diffuse, con impianti in gran parte già esistenti e riqualificati. «È stata una grande sfida, più difficile che fare l’atleta – ha ammesso – ma non vedo l’ora che inizi. Dovremmo essere tutti felici di avere Giochi così vicini».
Al centro, ancora una volta, il valore sociale delle Paralimpiadi. «Non sono solo eventi sportivi – ha sottolineato Porcellato – ma eventi che portano cambiamento. Lasciano accessibilità, abbattono barriere architettoniche e psicologiche e mostrano che si può andare oltre i limiti. È un regalo per la città e un segno concreto di attenzione verso le persone con disabilità».
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