Verona consegna le benemerenze all’Hellas dello scudetto 1985

Redazione

| 10/05/2025
Il Comune di Verona ha omaggiato i Campioni d'Italia dell'Hellas 1984/85 conferendo loro la cittadinanza benemerita.

Il 12 maggio 1985 l’Hellas Verona scrisse una delle più belle pagine del calcio italiano vincendo lo scudetto nel campionato di serie A nella stagione 1984/85. Un’impresa con protagonista una squadra che è entrata nel cuore a tutti i veronesi e le veronesi, ma anche a tanti appassionati di calcio e non.

In occasione del 40° anniversario di quello storico giorno il Consiglio comunale, all’unanimità con 35 voti favorevoli, ha approvato ieri sera il conferimento della cittadinanza benemerita alla squadra che cucì per la prima volta sulle maglie gialloblù lo scudetto tricolore. Presenti in aula, seduti per l’occasione fra i banchi destinata alla Giunta comunale, i grandi campioni insieme ai rappresentati di oggi e di ieri della società Hellas Verona.

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L’approvazione del documento è stato infatti solo il primo passaggio di una più grande festa che l’Amministrazione Tommasi ha deciso di dedicare ai grandi protagonisti di quello straordinario risultato. Al termine del Consiglio comunale infatti, in sala Arazzi, il sindaco Damiano Tommasi ha consegnato ad ognuno la pergamena di conferimento della cittadinanza benemerita.  

«Tutti i cittadini e le cittadine veronesi vogliono questo riconoscimento – ha sottolineato il sindaco Tommasi –. I tifosi e gli appassionati di calcio e non solo devono a questo gruppo qualcosa di più di un semplice riconoscimento o di un tributo. In tutti questi anni non è mai mancato da parte di questi giocatori l’attaccamento alla nostra città, ai nostri colori, alle nostre attività, alle sorti della nostra squadra. Riconoscersi in questa squadra è stato crescere con determinati valori. Era un calcio diverso, uno sport diverso, una medianicità diversa, perché non c’erano i social ma eravamo tutti attaccati alle radioline ad ascoltare la voce di Roberto Puliero. Abbiamo per questo voluto includere tutti, non solo i giocatori, ma l’intera realtà sportiva che in quell’anno ha consentito un tale risultato. È inutile dirlo, è un gioco di squadra, che fa parte di tante cose, dentro e fuori dal campo. Abbiamo voluto riconoscere a tutti il valore di questo risultato. In Italia era il momento dei migliori giocatori al mondo. I colori gialloblu in quell’epoca hanno assunto un valore davvero particolare e tutti noi ci siamo sentiti orgogliosi di essere veronesi. Era un orgoglio tifare Hellas. È davvero la città di Verona a dirvi oggi grazie e a premiarvi».

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«Come società è un grande onore essere in quest’aula questa sera – ha detto il Presidente dell’Hellas Verona, Italo Zanzi -. Questo è un importante riconoscimento, veramente speciale da parte del Comune, del Sindaco e del Consiglio. Un attestato molto meritato. Come società  abbiamo fatto numerosi eventi per onorare questo successo. Un risultato che rappresenta per la squadra una grande passione che porterà sempre nel cuore. Ancora grazie, vi aspettiamo tutti allo stadio domenica».  

«Che dire, sono passati 40anni ed è sempre una emozione per me tornare in questa città – ha spiegato il Capitano Roberto Tricella -. Sono arrivato a 20 anni e sono andato via a 28 e ho vissuto i momenti straordinari e quelli prima della venuta di Osvaldo. Non è stato un miracolo, ma una costruzione. Mattoncino su mattoncino è stata strutturata una squadra che ha fatto tremare tutti. È stato un percorso anche per noi giocatori. Io sono arrivato ragazzo e poi sono migliorato fino ad arrivare ad essere il giocatore che si è fatto apprezzare. Come in un Consiglio comunale non è che in una squadra non ci siano screzi o malumori, ma poi in partita bisogna far rientrare tutto. Bisogna trovare la quadra, per far funzionare le cose. La società era rappresentata da persone di buon senso, da trenta persone che si sono tirate su le maniche per realizzare qualcosa di unico. Abbiamo vissuto un periodo strepitoso e abbiamo consentito ad una generazione, che magari tifava altro e poi anche il Verona, di cominciare a tifare solo Hellas».

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Giuseppe Galderisi: «Grazie veramente a tutti, noi abbiamo vissuto e portiamo ancora dentro nel cuore tante cose che il Verona ci ha regalato come il passaggio in mezzo ai tifosi per andarci ad allenare come nulla fosse. Un gruppo di persone da cui ho imparato tanto e di cui sono ancora molto felice di aver fatto parte».    

Domenico Volpati: «Oggi ci date una onorificenza ufficialmente ma in cuore nostro ci sentiamo veronesi a tutti gli effetti, questa è la realtà, perché la città in pratica ci ha adottato. C’è un riconoscimento, una gratitudine che continuano ancora oggi, in uno stato di continuità che ha attraversato quarant’anni. Vi ringraziamo perché per noi questa città è sempre accogliente e ci torniamo sempre volentieri».  

Pietro Fanna: «Noi abbiamo trovano a Verona persone fantastiche che giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, hanno saputo costruire la società e un grande capolavoro. Io lo scudetto l’ho dedicato a Bagnoli perché ne è stato l’artefice».    

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La storia

La matematica vittoria del campionato arrivò il 12 maggio del 1985 quando l’Hellas Verona pareggiò 1-1 in casa dell’Atalanta, coronando un cammino memorabile in quello che, al tempo era il più bel campionato al mondo, nel quale giocavano giocatori stranieri come Maradona, Falcao, Zico, Socrates, Platini e Rumenigge. Per questo l’impresa sportiva di quell’Hellas Verona fu ancor più memorabile, grazie al contributo, alla capacità, alla passione ed alla forza del gioco di squadra dei componenti tutta la società che hanno reso Verona l’unica città non capoluogo di regione vincitrice in un Campionato di Serie A a girone unico.

Organigramma Hellas Verona Campione d’Italia 1984/1985

Presidente: Celestino Guidotti Azionista di Maggioranza: Ferdinando Chiampan General manager: Emiliano Mascetti Segretari: Enzo Bertolini – Pierluigi Marzola Allenatore: Osvaldo Bagnoli Allenatore in seconda: Antonio Lonardi Medici Sociali: Giuseppe Costa – Giorgio Biscardo Dirigente accompagnatore: Marco Anti Massaggiatore: Francesco Stefani Magazzinieri: Carla Coletta – Renzo Manfrin Addetto stampa: Franco Bottacini Calciatori: Claudio Garella, Sergio Spuri, Mauro Ferroni , Silvano Fontolan, Fabio Marangon, Luciano Marangon, Roberto Tricella (capitano), Hans-Peter Briegel, Luciano Bruni, Antonio Di Gennaro, Dario Donà, Pietro Fanna, Luigi Sacchetti, Antonio Terracciano, Franco Turchetta, Domenico Volpati, Preben Elkjær Larsen, Giuseppe Galderisi.         

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