Venplast Dossobuono, parla capitan Rizzi: «Dobbiamo restare concentrati»

La serie B maschile di pallamano dopo un anno di attesa è finalmente tornata in campo al Pala Dossobuono, il weekend scorso: grande partenza per la squadra veronese che ha sbaragliato il jolly Povegliano per 27 a 9.

La serie B maschile di pallamano dopo un anno di attesa è finalmente tornata in campo al Pala Dossobuono, il weekend scorso: grande partenza per la squadra veronese che ha sbaragliato il Jolly Povegliano per 27 a 9.

Ci siamo confrontati con Samuele Rizzi capitano della Venplast Dossobuono, che ci descrive la propria passione:«Ho iniziato all’età di dieci anni, in precedenza ho giocato a basket. Già dai primi allenamenti ho provato delle forti emozioni anche per la grinta che tutti mettevano nel giocare. Questo sport purtroppo è poco conosciuto nel nostro Paese mentre lo è molto di più a livello europeo.»

Il capitano commenta, poi, la schiacciante vittoria di sabato scorso:«Siamo arrivati due ore prima dell’inizio della partita al Palazzetto, avevamo tutti tanta voglia di tornare in campo. Non avevamo mai vissuto una pausa di un anno ed è difficile allenarsi durante tutto quel tempo senza avere prospettive certe di quanto si sarebbe tornati a giocare in campionato. Siamo molto soddisfatti per il risultato ottenuto, abbiamo commesso degli errori ma dopo un anno di attesa è più che normale.»

Un’altro aspetto della ripresa del campionato è, purtroppo, la mancanza di pubblico:«A Dossobuono la pallamano è una realtà conosciuta quindi abbiamo sempre avuto un buon numero di tifosi che venivano ad incitare la squadra, questo ti fornisce una spinta ulteriore nell’affrontare la partita. Giocare con il palazzetto vuoto è sicuramente differente e più difficile, noi dobbiamo cercare di essere ancora più concentrati per sopperire a questa mancanza.»

Qualche anno fa Rizzi ricevette la convocazione in Nazionale, qualcosa di eccezionale per un giocatore che milita in serie B:«È stata un’esperienza molto significativa per me. Sono andato a fare un ritiro con la nazionale in cui c’erano giocatori più grandi di me. Per un ragazzino di 17 anni, che gioca in serie b in un paesino, è qualcosa di straordinario. Quando sono arrivato ho visto tanti ragazzi molto preparati ma ho subito cercato di adeguarmi bene al gruppo e agli allenamenti. È stato davvero un peccato non aver potuto rispondere alla seconda chiamata che mi era arrivata per un altro ritiro, ancora oggi rimpiango il fatto aver potuto partecipare.»

Sugli obbiettivi che la squadra si pone per il campionato, Rizzi non si nasconde:«Visto che l’anno scorso occupavamo i primi posti della classifica l’obbiettivo è di arrivare in alto anche quest’anno, non possiamo nasconderci. Questo è un campionato difficile, noi daremo il massimo perché siamo un bel gruppo